di Mario Tosetti
Da Addis Abeba Giorgia Meloni risponde su Merz e Trump e conferma la partecipazione italiana come osservatore al Board for Peace alla Casa Bianca
Ad Addis Abeba, in occasione delle celebrazioni per i 25 anni dell’atto fondativo dell’Unione
Africana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha intrecciato agenda istituzionale e messaggi politici diretti ai partner occidentali.
Prima della cerimonia dedicata all’emissione di un francobollo commemorativo, la premier ha risposto alle domande di alcuni quotidiani italiani, toccando i temi dei rapporti con la Germania, con gli Stati Uniti e della partecipazione italiana al Board for Peace alla Casa Bianca.
Il confronto con la Germania e le parole di Merz
Il riferimento è alle dichiarazioni del cancelliere Friedrich Merz, che alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco aveva espresso critiche nette verso l’America di Donald Trump e la cultura politica Maga.
Meloni ha riconosciuto la complessità dell’attuale fase internazionale, condividendo l’idea che l’Europa debba rafforzare la propria autonomia, in particolare sul fronte della sicurezza e della cosiddetta “colonna europea” della Nato. Tuttavia, ha preso le distanze da giudizi politici sull’orientamento trumpiano, definendoli valutazioni legittime ma di competenza dei singoli partiti, non dell’Unione europea.
Il rapporto con gli Stati Uniti e il ruolo dell’Italia
Nel delineare la posizione italiana, la premier ha ribadito la necessità di lavorare per una maggiore integrazione tra Europa e Stati Uniti, valorizzando ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico piuttosto che le divergenze.
In questo quadro si inserisce la decisione di partecipare come Paese osservatore al Board for Peace organizzato alla Casa Bianca, iniziativa legata alla crisi in Medio Oriente. L’Italia, ha spiegato Meloni, non può far parte formalmente dell’organismo per ragioni di compatibilità costituzionale, ma considera positiva la possibilità di contribuire come osservatore.
Gaza e il coordinamento europeo
La partecipazione italiana al summit statunitense resta legata anche al coordinamento con gli altri partner europei. La premier ha auspicato il coinvolgimento di altri Paesi, in particolare quelli mediterranei e dell’area orientale dell’Unione.
Secondo quanto emerso, non è escluso che la rappresentanza italiana possa essere affidata al ministro degli Esteri Antonio Tajani, impegnato proprio a Monaco in incontri con i partner europei sul dossier Gaza. La decisione definitiva sul livello della delegazione sarà presa nelle prossime ore.
Le critiche dell’opposizione
Le parole della premier hanno immediatamente suscitato reazioni in Italia. Il Partito Democratico, guidato da Elly Schlein, insieme ad altre forze di opposizione, ha accusato Meloni di mantenere una linea troppo vicina a Trump.
Il governo respinge questa lettura, rivendicando una strategia improntata al dialogo e alla difesa degli interessi nazionali in un contesto geopolitico in rapido mutamento.
Diplomazia africana e agenda globale
La visita in Etiopia si è conclusa con la partecipazione alla cerimonia ufficiale presso il palazzo intitolato a Nelson Mandela, simbolo della complessità e della centralità del continente africano negli equilibri globali.
Tra celebrazioni istituzionali e dichiarazioni politiche, la tappa africana di Meloni ha assunto così un duplice significato: consolidare i rapporti con l’Africa e, allo stesso tempo, riaffermare il posizionamento dell’Italia nel delicato equilibrio tra Europa e Stati Uniti.
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