di Emilia Morelli

Alla Conferenza di Monaco, Keir Starmer rilancia il legame tra Regno Unito ed Europa e propone un’iniziativa multinazionale sulla Difesa per rafforzare produzione e sicurezza comune

STARMER
Britain’s Prime Minister Keir Starmer leaves 10 Downing Street in central London on February 2, 2026. (Photo by Ben STANSALL / AFP)

Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il primo ministro britannico Keir Starmer ha pronunciato un discorso che segna un cambio di tono netto rispetto agli anni immediatamente successivi alla Brexit.

Il leader laburista ha ribadito che il Regno Unito non può immaginare la propria sicurezza senza un legame stretto con il continente europeo. Secondo Starmer, l’idea di “riprendere il controllo” attraverso l’isolamento si è dimostrata illusoria in un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti e dalla minaccia russa. La sicurezza britannica ed europea, ha sottolineato, sono ormai inseparabili.

Verso una “iniziativa multinazionale” sulla Difesa

Il cuore della proposta riguarda la creazione di un coordinamento strutturato tra Paesi europei e alleati occidentali, incluso il Canada, per armonizzare la produzione militare e la logistica degli armamenti.

L’obiettivo dichiarato è superare la frammentazione dell’industria della difesa europea, ridurre duplicazioni e inefficienze e rafforzare la capacità produttiva comune. Secondo Starmer, l’Europa dispone di risorse economiche e tecnologiche enormi, ma troppo spesso la mancanza di coordinamento ne ha limitato l’impatto strategico.

Il nodo del fondo europeo per il riarmo

Dietro la visione politica si muove anche un interesse concreto: l’accesso del Regno Unito al fondo europeo per la sicurezza e il riarmo, noto come “Safe”, con una dotazione stimata in 120 miliardi.

Londra aveva già tentato di partecipare come Paese terzo, senza trovare un’intesa con l’Unione europea sulle modalità di contribuzione finanziaria. Ora il governo britannico punta a riaprire il dossier nei prossimi mesi, sostenuto dalla posizione favorevole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, mentre resta più prudente l’atteggiamento del presidente francese Emmanuel Macron.

Cooperazione industriale e nuovi programmi militari

Il riavvicinamento strategico si inserisce in un quadro di collaborazioni già avviate. Il ministero della Difesa britannico ha recentemente annunciato nuovi finanziamenti per il programma “Stratus”, sviluppato insieme a Germania, Francia e Italia, con l’obiettivo di realizzare missili a lungo raggio e sistemi ipersonici destinati a sostituire gli attuali Storm Shadow.

Per Starmer, la chiave è costruire una base industriale condivisa, capace di integrare competenze nella difesa tradizionale, nella tecnologia avanzata e nell’intelligenza artificiale.

Meno dipendenza dagli Stati Uniti, più interdipendenza europea

Nel suo intervento, il premier ha riconosciuto il ruolo imprescindibile degli Stati Uniti nella sicurezza europea, ma ha invitato il continente a compiere un salto di qualità. L’Europa, secondo Starmer, deve evolvere da una dipendenza eccessiva da Washington a una forma di interdipendenza più equilibrata, rafforzando una Nato più europea e legami più stretti tra Regno Unito e Unione europea.

Di fronte alla pressione della Russia, la costruzione di una deterrenza sovrana e di una capacità militare solida diventa, nelle parole del leader britannico, una priorità non più rinviabile.

La sfida del consenso interno

Starmer ha infine richiamato la necessità di preparare l’opinione pubblica alle scelte difficili in materia di difesa. Senza un consenso ampio, ha avvertito, il terreno potrebbe essere occupato da forze politiche estreme, critiche verso la Nato e indulgenti nei confronti di Mosca.

Il premier ha presentato la cooperazione europea non solo come una strategia militare, ma come una scelta di valori: democrazia, libertà e Stato di diritto. In un contesto globale instabile, ha concluso, l’Europa e il Regno Unito devono dimostrare di saper assumere la responsabilità della propria sicurezza e offrire ai cittadini una prospettiva di stabilità e fiducia nel futuro.

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