di Aisha Harrison

“L’oridne mondali fondato su regole condivisde non esiste più”. In corso olloqui con la Francia per valutare la possibilità di un deterrente nucleare europeo congiunto. Terzo pilastro della nuova architettura della difesa europea il Regno Unito

«L’ordine mondiale fondato su regole condivise non esiste più». «La nostra libertà non è garantita». «Una frattura profonda si è aperta tra Europa e Stati Uniti». Con queste parole, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha aperto la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, fissando subito il tema dominante del vertice: un’Europa esposta, incerta sul suo futuro strategico e chiamata a misurarsi con la fine delle certezze transatlantiche. Merz non ha edulcorato la realtà. La frattura con Washington, ha ricordato, non nasce oggi: il vicepresidente americano JD Vance aveva già un anno fa segnalato la distanza crescente. «Aveva ragione», ha ammesso il cancelliere, confermando quanto la politica internazionale sia cambiata in pochi anni. Nel frattempo, ha preso le distanze dalla “guerra culturale” del movimento Maga: in Europa la libertà di parola ha limiti chiari, quando entra in collisione con dignità e Costituzione. E ha difeso con fermezza libero commercio e opposizione a dazi e protezionismo, ricordando però che l’alleanza con gli Stati Uniti resta cruciale: «Ripariamo e rilanciamo la fiducia transatlantica».

Sul piano strategico, però, Monaco ha aperto scenari inattesi. Merz ha fatto riferimento a colloqui riservati con il presidente francese Emmanuel Macron per valutare la possibilità di un deterrente nucleare europeo congiunto. Poche ore dopo, Parigi e Berlino hanno confermato che l’ombrello atomico francese potrebbe estendersi al continente: modalità, condizioni e tempistiche restano da definire, ma la sola discussione rompe un tabù storico. E Macron ha anche spiegato che la Francia ha avviato un «dialogo strategico» con partner europei per integrare la propria dottrina nucleare in una prospettiva continentale. «È la prima volta nella Storia», ha detto, sottolineando la necessità di una protezione atomica europea soprattutto per la vicinanza geografica alla Russia. La critica ai trattati sul nucleare smantellati durante la seconda amministrazione del presidente Donald Trump non è sfuggita: erano negoziati «senza gli europei per gli europei», ha ricordato Macron, indicando la necessità di un’autonomia strategica crescente.

A Berlino, la proposta francotedesca riceve consensi trasversali, persino tra i Verdi, ma resta condizionata al rispetto della cornice NATO. La Germania sta aprendo alla possibilità di una maggiore autonomia strategica europea, accostandosi all’asse franco-tedesco. Un segnale importante dopo anni di distacco post-Brexit: il Regno Unito torna a guardare all’Europa non solo come mercato, ma anche come spazio di sicurezza comune.

La Conferenza di Monaco si svolge in un clima di tensione palpabile. Sullo sfondo, le mosse di Trump — minacce sulla Groenlandia, dazi alle importazioni europee — hanno acceso il dibattito sulla solidità dell’impegno americano. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha colto il segnale: «È il momento dell’indipendenza europea sulla sicurezza». Ed è apparso come un chiaro segnake la mancata partecipazione del segretario di Stato USA Marco Rubio  alla riunione del “Formato di Berlino” sull’Ucraina, ufficialmente per problemi di agenda. Per oggi  è previsto un confronto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che da Monaco ha aperto a elezioni solo in caso di tregua di due o tre mesi: prima la guerra deve fermarsi, poi si potrà votare.

Si è particolarmente sentita l’assenza al vertice della  presidente del Consiglio Giorgia Meloni. ad Addis Abeba dove ieri ha incontrato i leader del continente per fare il punto sul piano Mattei e  oggi parteciperà al vertice dei paesi dell’Unione Afriicana.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Vertice di Monaco. Merz; “Una frattura profonda si è aperta tra Europa e Stati Uniti” proviene da Associated Medias.