di Ennio Bassi
Il Pentagono ha disposto la preparazione al dispiegamento di una seconda portaerei nel Golfo, mentre il presidente Donald Trump aumenta la pressione sull’Iran per un accordo sul nucleare. Il capo della Casa Bianca ha parlato di conseguenze «molto traumatiche» in caso di fallimento dei negoziati
Gli Stati Uniti si preparano a rafforzare la propria presenza militare nel Golfo Persico. Secondo quanto riferito da diversi media americani, il Pentagono ha ordinato a un secondo gruppo di portaerei di mettersi in stato di allerta per un possibile dispiegamento nella regione, in un contesto di crescente tensione con l’Iran.
La decisione arriva mentre il presidente Donald Trump intensifica la pressione su Teheran affinché accetti un’intesa sui programmi nucleare e missilistico balistico. Durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ha avvertito che, in assenza di un accordo, le conseguenze sarebbero «molto traumatiche». Il presidente ha espresso l’auspicio che i colloqui possano concludersi entro un mese, ma ha anche chiarito che, qualora i negoziati fallissero, si passerebbe a una “fase due” che ha definito «molto dura» per la Repubblica islamica.
Trump ha assicurato la disponibilità a proseguire il dialogo «per tutto il tempo necessario», ma nei giorni scorsi, in un’intervista ad Axios, aveva già ventilato l’ipotesi di inviare una seconda portaerei in Medio Oriente come misura di deterrenza e come preparazione a un eventuale intervento militare.
Secondo la stampa statunitense, la nuova unità dovrebbe affiancare la USS Abraham Lincoln, presente nell’area da gennaio con il proprio gruppo di scorta. Il New York Times indica nella USS Gerald Ford — attualmente nei Caraibi — la nave destinata al trasferimento nel Golfo, aggiungendo che l’equipaggio sarebbe stato informato della decisione nelle ultime ore. Anche il Wall Street Journal e la CBS avevano anticipato la possibilità di un secondo dispiegamento.
Il rafforzamento navale si inserisce in una strategia più ampia di pressione sull’Iran e di sostegno agli alleati regionali. In passato, nel marzo 2025, le portaerei Harry S. Truman e Carl Vinson erano state schierate nella stessa area nell’ambito delle operazioni contro i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran in Yemen. Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso cautela sulle prospettive di un’intesa con Teheran, sottolineando un certo scetticismo sull’esito dei negoziati.
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