di Redazione
La decisione arriva in un contesto di crescenti limitazioni ai servizi digitali stranieri e mentre si promuove MAX, piattaforma di messaggistica sostenuta dallo Stato
Da mercoledì gli utenti russi non possono più utilizzare WhatsApp, la piattaforma di messaggistica più diffusa al mondo. Dopo diversi tentativi, negli anni passati, di limitarne l’operatività attraverso rallentamenti e blocchi temporanei, questa volta le autorità hanno compiuto un passo ulteriore: l’app è stata esclusa dall’elenco dei servizi accessibili nel paese. Al momento non è stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale che chiarisca le ragioni del provvedimento.
In passato Mosca aveva contestato a Meta, società statunitense proprietaria di WhatsApp, presunte violazioni delle normative russe in materia di comunicazioni online. Nel 2022 il governo aveva inoltre inserito Meta nella lista delle organizzazioni considerate terroristiche, bloccando già Facebook e Instagram. WhatsApp era rimasta finora l’unica piattaforma del gruppo ancora funzionante in Russia.
Il nuovo blocco è arrivato a breve distanza da un altro intervento delle autorità, che avevano limitato l’accesso a Telegram accusando l’azienda di non garantire adeguatamente la tutela dei dati personali degli utenti. La stretta sui servizi di messaggistica si inserisce in un più ampio quadro di controllo delle infrastrutture digitali.
In una nota ufficiale, WhatsApp ha criticato la decisione sostenendo che il governo russo starebbe cercando di indirizzare gli utenti verso una piattaforma nazionale soggetta a controllo statale. «Tentare di isolare oltre 100 milioni di persone da comunicazioni private e sicure rappresenta un passo indietro», ha dichiarato l’azienda, aggiungendo che la misura rischia di ridurre il livello di sicurezza per i cittadini.
Il riferimento è a MAX, un servizio di messaggistica sviluppato su impulso delle autorità russe. Dall’inizio di settembre l’app risulta preinstallata su smartphone, tablet e smart TV venduti nel paese. Secondo osservatori indipendenti e attivisti, le regole sulla protezione dei dati previste da MAX sarebbero meno rigorose rispetto a quelle adottate dalle principali piattaforme internazionali, alimentando il timore che lo strumento possa essere utilizzato per monitorare le comunicazioni private.
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L’articolo La Russia blocca WhatsApp: nessuna spiegazione ufficiale, crescono i timori per la privacy proviene da Associated Medias.

