di Carlo Longo

Macchie bianche nei polmoni e danni permanenti: medici avvertono sui rischi delle sigarette elettroniche, soprattutto per i giovani

sigarette elettronicheNelle radiografie toraciche di alcune persone che utilizzano sigarette elettroniche, i medici osservano un dettaglio inquietante. Al posto delle classiche aree scure, segno di polmoni sani e ben espansi, compaiono piccole macchie chiare, irregolari, simili a chicchi di popcorn. Sono cicatrici permanenti, indicatori di un danno respiratorio serio, che mettono in discussione l’idea diffusa secondo cui lo svapo sarebbe una scelta priva di rischi.

A rilanciare l’allarme è stato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, che sui social ha mostrato immagini di quelli che vengono definiti “polmoni a popcorn”, sottolineando come il fenomeno stia emergendo soprattutto tra i più giovani.

Cos’è la bronchiolite obliterante

Dal punto di vista medico, la patologia si chiama bronchiolite obliterante. In passato era considerata una malattia professionale rara, diagnosticata in operai esposti al diacetile, una sostanza usata per aromatizzare i popcorn da microonde. Oggi, però, quel composto e altri simili sono presenti in molti liquidi per sigarette elettroniche.

Come spiega Bassetti, il problema nasce dal fatto che numerosi aromi sono sicuri se ingeriti, ma diventano pericolosi quando vengono riscaldati e inalati. Il risultato è un’infiammazione cronica delle vie aeree più piccole, che nel tempo si cicatrizzano, riducendo in modo irreversibile la capacità dei polmoni di ossigenare il sangue.

Sintomi persistenti e danni irreversibili

Chi sviluppa questa condizione può accusare tosse continua, affaticamento marcato e difficoltà respiratorie che non migliorano con il tempo. Non si tratta di un disturbo passeggero: il danno è permanente e può compromettere seriamente la qualità della vita, soprattutto se l’esposizione inizia in età adolescenziale.

L’inalazione profonda aumenta il rischio

A rafforzare le preoccupazioni interviene anche Federico Cappuzzo, direttore di Oncologia Medica all’Istituto Tumori Regina Elena di Roma. Secondo lo specialista, il cosiddetto “polmone a popcorn” è legato a una dilatazione e alterazione dei bronchioli che incide non solo sulla respirazione, ma sull’intero organismo.

Quando il sangue viene ossigenato male, spiega Cappuzzo, ne risente anche il sistema cardiovascolare. Il cuore, in particolare, è costretto a lavorare di più in condizioni di stress continuo. Il rischio aumenta perché le sigarette elettroniche favoriscono un’inalazione molto profonda, che trasporta centinaia di sostanze chimiche direttamente nelle zone più delicate del polmone, dove i meccanismi di difesa naturali sono meno efficaci.

Non solo e-cig: attenzione anche al tabacco riscaldato

Sebbene il fenomeno dei “polmoni a popcorn” sia stato associato soprattutto allo svapo, anche il tabacco riscaldato non può essere considerato privo di rischi. Dal punto di vista polmonare, sottolinea Cappuzzo, l’aggressione alle vie aeree più piccole è simile. L’odore meno intenso o la sensazione di “fumo più leggero” non devono trarre in inganno.

Giovani e rischio cumulativo

Il dato più allarmante riguarda gli adolescenti e i giovanissimi. Le sigarette elettroniche, spesso colorate e aromatizzate con gusti dolci, sono diventate un oggetto di tendenza nella cosiddetta Generazione Z. Ma iniziare a svapare a 14 o 15 anni significa accumulare un’esposizione prolungata nel tempo, con un rischio complessivo molto elevato.

A questo si aggiunge l’effetto “ponte”: molti ragazzi cominciano con le e-cig e finiscono per passare alle sigarette tradizionali o per utilizzare entrambe le forme di consumo, aumentando ulteriormente i danni potenziali.

Pochi dati storici, molte incognite

Un ulteriore elemento di preoccupazione è la mancanza di dati a lungo termine. Gli esperti ricordano che anche per il fumo tradizionale, negli anni Trenta, si sospettava un legame con le malattie, ma ci vollero decenni per dimostrarlo con certezza. Oggi, con lo svapo, la comunità scientifica si trova in una fase simile: i segnali ci sono, ma molte conseguenze emergeranno solo negli anni a venire.

“Meno peggio” non significa “sicuro”

È vero che, allo stato attuale, il rischio oncologico delle sigarette elettroniche potrebbe risultare inferiore rispetto a quello delle sigarette classiche. Ma il confronto è con uno dei principali fattori di mortalità evitabile. Definire lo svapo “non dannoso” è quindi fuorviante.

Il messaggio dei medici è chiaro: in attesa di dati definitivi anche sul fumo passivo da sigaretta elettronica, l’unica sostanza davvero sicura per i polmoni resta una sola. Aria pulita.

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