di Emilia Morelli
Riscritto il decreto sul Ponte sullo Stretto: eliminata la norma sui controlli della Corte dei conti e stop alla nomina di Ciucci commissario
Alla vigilia della riunione del Consiglio dei ministri, il governo rimette mano al decreto sul Ponte sullo Stretto, intervenendo con una revisione significativa del testo. Nella versione più recente, predisposta dal ministero delle Infrastrutture, scompaiono alcune norme che avevano sollevato forti perplessità istituzionali.
In particolare, viene eliminata la disposizione che, in una bozza precedente, riduceva i poteri di controllo della Corte dei conti sugli atti del CIPESS, passaggio chiave per sbloccare l’iter del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.
Tramonta anche l’ipotesi del commissario straordinario
Oltre alla correzione sui controlli contabili, il nuovo testo archivia anche la nomina di Pietro Ciucci a commissario straordinario dell’opera. L’amministratore delegato della Stretto di Messina avrebbe dovuto svolgere un ruolo centrale nel dialogo con la magistratura contabile e nel coordinamento con le istituzioni europee.
L’ipotesi, però, è stata accantonata. Il decreto aggiornato non prevede più questa figura, segnando un cambio di strategia rispetto alle prime intenzioni dell’esecutivo.
Il confronto al Quirinale e il cambio di impostazione
A determinare la doppia marcia indietro sarebbe stato l’incontro tra Matteo Salvini e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuto al Quirinale. In quel faccia a faccia, il ministro delle Infrastrutture avrebbe recepito le osservazioni sul decreto, orientandosi verso una linea più prudente nei rapporti con gli organi di controllo.
L’obiettivo politico resta quello di rilanciare un progetto considerato strategico, ma fermo da tempo. Da qui la scelta di smussare i passaggi più controversi, sia nei contenuti sia nel linguaggio normativo.
Salvini: “Nessun limite ai poteri della Corte”
Dopo le polemiche, Salvini ha respinto l’idea che il governo volesse ridimensionare i controlli di legittimità. Secondo il ministro, non sarebbe mai esistita una norma volta a limitare i poteri della Corte dei conti, una posizione che di fatto apre la strada alla riscrittura dell’articolo contestato.
Sul fronte operativo, il ministro chiarisce anche che sarà il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a farsi carico dei passaggi necessari per rispondere alle richieste dei giudici contabili, dialogare con la Commissione europea e avviare le attività preliminari ai cantieri.
Il Mit al centro della nuova governance del progetto
La nuova versione del decreto assegna dunque al Mit il compito di curare gli adempimenti istruttori necessari all’adozione di una nuova delibera del Cipess, in coordinamento con Palazzo Chigi e gli altri ministeri coinvolti. Sarà sempre il dicastero guidato da Salvini a occuparsi del confronto con Bruxelles sulla compatibilità del progetto con le norme europee.
Le tensioni interne dopo il passo indietro
La rinuncia alla nomina di Ciucci non sarebbe stata indolore. Secondo indiscrezioni, il manager avrebbe accolto con irritazione la decisione, indirizzando il proprio malcontento anche verso la Presidenza del Consiglio. L’idea di affidare l’intera regia all’amministratore delegato era nata proprio per evitare nuove bocciature e accelerare l’iter.
Ora, con il cambio di rotta, la responsabilità torna pienamente agli uffici governativi, chiamati a ricostruire il percorso autorizzativo di una delle infrastrutture più controverse degli ultimi decenni.
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