di Aisha Harrison
Il messaggio, recapitato agli ambasciatori il 28 gennaio, descrive una grave situazione strutturale che minaccia ” l’attuazione dei programmi”, destinata “a peggiorare ulteriormente nel prossimo futuro”

Le Nazioni Unite scivolano verso una crisi finanziaria senza precedenti. In una lettera indirizzata agli Stati membri, il Segretario generale António Guterres ha lanciato un allarme netto: l’Organizzazione rischia un “imminente collasso” a causa dei ritardi — e in alcuni casi del mancato versamento — dei contributi obbligatori. Il quadro delineato dal Palazzo di Vetro è allarmante. “Le difficoltà finanziarie si stanno aggravando”, scrive Guterres, avvertendo che già entro il mese di luglio l’Onu potrebbe trovarsi senza liquidità sufficiente per sostenere le proprie attività. Il Segretario generale pone gli Stati davanti a un bivio: “O tutti i membri adempiono pienamente e tempestivamente ai propri obblighi di pagamento, oppure dovranno rivedere radicalmente le regole finanziarie per evitare il collasso imminente”.
Il messaggio, recapitato agli ambasciatori il 28 gennaio, descrive una grave situazione strutturale che minaccia ” l’attuazione dei programmi”, destinata “a peggiorare ulteriormente nel prossimo futuro”. Secondo i dati forniti, nel 2025 i debiti accumulati hanno raggiunto il livello record di 1,6 miliardi di dollari, il doppio rispetto all’anno precedente. Una spirale che compromette la pianificazione “Se gli introiti non miglioreranno sostanzialmente, non saremo in grado di attuare pienamente il programma di bilancio 2026 approvato a dicembre”. Tra le conseguenze immediate, osserva il Segretario generale, vi sarà “la riduzione delle spese per le operazioni di pace. Ciò comporterà la restituzione di circa 900 milioni di dollari nel luglio 2027, oltre ad altri 1,3 miliardi di fondi non spesi da rimborsare l’anno successivo”. Un paradosso aggravato da una “norma considerata ormai obsoleta, che obbliga l’Onu a restituire contributi non utilizzati anche quando non sono mai stati effettivamente incassati”.Guterres descrive il meccanismo con una formula evocativa: “In altre parole, ci siamo ritrovati intrappolati in un ciclo kafkiano: ci si aspetta che restituiamo soldi che non esistono”. La combinazione tra mancati versamenti e obblighi di rimborso produce così un doppio vincolo che paralizza l’azione dell’Organizzazione, costringendola a congelare assunzioni, rinviare programmi e ridurre l’implementazione dei mandati approvati dagli stessi Stati membri.
Ma la crisi finanziaria si inserisce, nelle parole del Segretario generale, in un contesto globale ben più ampio di deterioramento del sistema multilaterale. In un’intervista rilasciata a la Repubblica durante la sua visita in Italia, in occasione delle Olimpiadi, Guterres ha tracciato un quadro severo degli equilibri internazionali: “Quando la legge del potere sostituisce il potere della legge, le conseguenze sono profondamente destabilizzanti”, ha affermato. Il mondo, ha spiegato,n attraversa una fase segnata da tensioni diffuse: “Viviamo in un mondo pieno di conflitti, impunità, disuguaglianze e imprevedibilità”, caratterizzato da “divisioni geopolitiche autodistruttive e violazioni sfacciate del diritto internazionale”.
Da qui il paradosso che mina anche la sostenibilità dell’Onu: “In un momento in cui abbiamo più bisogno di cooperazione internazionale, sembriamo essere i meno inclini a usarlo e investirci”.Un monito che va oltre la contabilità del Palazzo di Vetro. Per Guterres, il rischio non riguarda soltanto i bilanci dell’Organizzazione, ma la tenuta stessa dell’architettura multilaterale: senza risorse, fiducia e volontà politica condivisa, avverte, vacilla lo strumento principale con cui la comunità internazionale prova a governare conflitti, crisi umanitarie e sfide globali.
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L’articolo Onu a rischio collasso finanziario. Guterres avverte gli Stati membri: “Senza pagamenti, fondi esauriti già a luglio” proviene da Associated Medias.

