di Carlo Longo

La decisione è legata alla necessità di rivedere le procedure, giudicate costose e troppo rapide, senza indicazioni sui tempi di una possibile riattivazione

Il governo del Ghana ha deciso di interrompere temporaneamente il programma che permetteva ai discendenti di persone africane di accedere alla cittadinanza del Paese. La sospensione è stata motivata dall’esigenza di riorganizzare e semplificare l’iter amministrativo, dopo numerose critiche relative sia ai costi elevati sia alle scadenze molto ristrette imposte ai richiedenti. Al momento non è stata comunicata una data per la ripresa dell’iniziativa.

Il meccanismo, noto come “diritto di dimora”, era attivo da anni e rappresentava uno degli strumenti con cui il Ghana cercava di rafforzare il legame con la diaspora africana nel mondo. Per ottenerlo era necessario dimostrare la propria ascendenza attraverso documentazione genealogica ufficiale o test del DNA, oltre al pagamento di una quota complessiva pari a circa duemila euro. Il percorso si concludeva con una cerimonia formale di conferimento, alla quale prendeva parte anche il presidente della Repubblica.

Tra i beneficiari del programma figurano personalità di rilievo internazionale, come il musicista statunitense Stevie Wonder. L’iniziativa affonda le sue radici nel pensiero panafricanista promosso da Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana dopo l’indipendenza, e mirava a favorire il ritorno simbolico e giuridico di chi discende dalle popolazioni africane deportate e ridotte in schiavitù tra il XVI e il XIX secolo.

Il Ghana non è l’unico Paese dell’Africa occidentale ad aver intrapreso questa strada: anche il Benin ha lanciato un programma simile, confermando un interesse crescente nella regione a ricucire i legami storici con le comunità della diaspora.

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