di Carlo Longo

Dopo la frana a Niscemi, il vescovo invita a non restare indifferenti. Proseguono i controlli della Protezione civile e le misure di assistenza ai cittadini

niscemi
Un messaggio di resistenza e solidarietà è arrivato dalla chiesa Madre di Niscemi, dove il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, ha dedicato la sua omelia alle famiglie colpite dalla frana. Rivolgendosi ai fedeli, il presule ha richiamato il valore concreto della fede, sottolineando come l’attenzione verso chi ha perso la casa rappresenti la forma più autentica di religiosità.

La solidarietà come scelta di fede

Nel suo intervento, il vescovo ha invitato la comunità a non chiudersi nelle proprie preoccupazioni, ma a riconoscere nei cittadini colpiti dalla tragedia i “piccoli del Regno”. Un richiamo esplicito alla parabola del buon samaritano, con l’esortazione a muoversi insieme e a trasformare la vicinanza in azioni concrete di sostegno e accoglienza.

I controlli sul territorio e l’allerta costante

Mentre in chiesa si elevavano preghiere per superare l’emergenza, sul territorio continuavano le operazioni di monitoraggio. Tecnici e mezzi della Protezione civile, supportati dai droni, stanno verificando l’evoluzione del fronte franoso. Secondo quanto riferito da Michele Burgio, dirigente regionale dei vigili del fuoco, non si registrano nuovi crolli di edifici, ma alcune porzioni del versante risultano ancora in movimento, con distacchi che impongono la massima cautela.

Sicurezza e zona rossa sotto osservazione

Le valutazioni in corso puntano a rafforzare il sistema di controllo nelle aree interdette e a ridefinire costantemente la cosiddetta zona rossa, la più esposta al rischio. Ogni nuovo distacco viene analizzato in tempo reale per garantire la sicurezza sia dei cittadini autorizzati ad accedere alle aree colpite, sia delle squadre di soccorso e delle forze dell’ordine impegnate nelle operazioni.

La croce rimasta in piedi, simbolo di resistenza

Tra i rilievi effettuati, uno in particolare ha colpito l’attenzione dei residenti: la croce del quartiere “Sante Croci” è rimasta in piedi nonostante i crolli. Le immagini confermano che la struttura non ha ceduto e sta diventando, per molti, un simbolo di resistenza e speranza in una delle zone più duramente colpite dalla frana.

L’attesa dei cittadini e le misure di assistenza

Resta alta la preoccupazione tra le famiglie che vivono nell’area compresa nei 150 metri dal fronte franoso, ma non immediatamente a ridosso del burrone. Molti attendono ancora di conoscere il destino delle proprie abitazioni. Intanto, sul sito del Comune sono stati pubblicati i provvedimenti legati allo stato di emergenza, compresa l’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri e del Dipartimento della Protezione civile nazionale, insieme al modulo per la richiesta di assistenza.

Il piano del Comune per l’emergenza abitativa

Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha spiegato che il contributo previsto rappresenta un primo aiuto per la sistemazione d’urgenza delle famiglie sfollate. Parallelamente, l’amministrazione comunale ha avviato un censimento degli immobili non abitati, chiedendo la disponibilità dei proprietari a metterli a disposizione per la locazione, così da affrontare in modo più strutturato l’emergenza abitativa.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Niscemi, l’appello del vescovo alla solidarietà mentre continuano i monitoraggi proviene da Associated Medias.