di Redazione
ilioni di documenti, ora consultabili online, richiederanno tempo per essere analizzati nel dettaglio, ma alcune rivelazioni emergono già con forza.

La pubblicazione dei nuovi Epstein Files da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti apre uno squarcio ulteriore sui rapporti intrecciati per anni dal finanziere Jeffrey Epstein con politici, imprenditori e figure di primo piano della scena internazionale. Milioni di documenti, ora consultabili online, richiederanno tempo per essere analizzati nel dettaglio, ma alcune rivelazioni emergono già con forza.
Il nome di Donald Trump ricorre circa 3.200 volte nei documenti. In gran parte si tratta di articoli o messaggi in cui Epstein fa riferimento all’attuale presidente degli Stati Uniti. Tra le carte compare anche un elenco di segnalazioni ricevute dall’Fbi, contenenti accuse di molestie e abusi sessuali riferite sia a Trump sia a Epstein: un documento pubblicato, poi oscurato e infine ripristinato, che tuttavia non chiarisce se tali accuse siano mai state verificate.
Ampio spazio è dedicato anche ai rapporti con Bill Clinton. In un interrogatorio del 2016, Epstein si rifiutò sistematicamente di rispondere alle domande sui suoi legami con l’ex presidente, appellandosi al diritto al silenzio.
Colpiscono poi le rivelazioni su Elon Musk. Contrariamente a quanto dichiarato in passato dal fondatore di Tesla e SpaceX, alcune email del 2012 e 2013 mostrano contatti diretti con Epstein. In un messaggio, Musk chiede esplicitamente: «Quando si terrà la tua festa più selvaggia sulla tua isola?», mentre altri scambi suggeriscono il tentativo di organizzare un incontro anche negli uffici di SpaceX.
Particolarmente imbarazzanti sono le carte che riguardano Bill Gates. In una mail che Epstein scrive a sé stesso nel 2013, il finanziere accusa il fondatore di Microsoft di avergli chiesto di cancellare messaggi relativi a presunte “malattie veneree” e di averlo implorato di procurargli antibiotici da somministrare di nascosto all’allora moglie. Epstein afferma inoltre di aver facilitato incontri sessuali e procurato farmaci per affrontarne le conseguenze.
Nuovi dettagli emergono anche sul segretario al Commercio Howard Lutnick, che avrebbe ripreso i contatti con Epstein nel 2012, nonostante avesse sostenuto di averlo allontanato già nel 2005. E su Lord Peter Mandelson, ex ministro britannico, risulta un versamento di 10 mila dollari al suo compagno nel 2009: un elemento che ha contribuito alla sua successiva rimozione dall’incarico di ambasciatore nel 2024.
Nel complesso, i nuovi Epstein Files non forniscono ancora risposte definitive, ma rafforzano l’immagine di una rete di relazioni estese e opache, destinata a far discutere ancora a lungo.
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