di Emilia Morelli
L’Unione europea designa i Pasdaran come organizzazione terroristica e approva nuove sanzioni. Dura la risposta di Teheran mentre cresce la tensione militare in Medio Oriente
L’Unione europea compie un passo politico di forte impatto nei confronti dell’Iran. I ministri degli Esteri dei Ventisette hanno deciso di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana, i Pasdaran, come organizzazione terroristica. L’annuncio è arrivato dall’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, che ha sottolineato come la repressione violenta delle proteste interne non possa restare priva di conseguenze.
Secondo Kallas, un regime che uccide migliaia di propri cittadini mina le basi della propria sopravvivenza, rendendo inevitabile una risposta da parte della comunità internazionale.
La reazione di Teheran: “Errore strategico grave”
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato apertamente l’Europa di alimentare l’instabilità regionale, definendo la decisione europea un errore strategico di grande portata.
In un messaggio diffuso sui social, il capo della diplomazia di Teheran ha sostenuto che diversi Paesi stanno cercando di evitare una guerra totale in Medio Oriente, mentre l’Europa, a suo avviso, starebbe contribuendo ad accrescere le tensioni invece di ridurle.
Nuove sanzioni contro individui ed entità iraniane
Parallelamente alla designazione dei Pasdaran, i ministri degli Esteri dell’Ue hanno approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran. Le misure restrittive riguardano 21 soggetti, tra persone ed entità, coinvolti nella repressione violenta delle proteste interne, oltre a 10 soggetti legati alla fornitura di armi a favore della Russia nel conflitto in Ucraina.
Le sanzioni prevedono il divieto di ingresso nel territorio europeo e il congelamento dei beni, rafforzando ulteriormente la pressione diplomatica su Teheran.
Von der Leyen: “L’Europa è al fianco del popolo iraniano”
A sostegno della decisione è intervenuta anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. In un messaggio diffuso via social, ha ribadito il sostegno dell’Unione al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà, definendo atteso da tempo l’accordo politico sulle nuove sanzioni e sulla designazione dei Pasdaran come organizzazione terroristica.
Von der Leyen ha parlato di un regime che soffoca nel sangue le proteste dei propri cittadini, sottolineando la necessità di una presa di posizione chiara da parte dell’Europa.
La posizione dell’Italia e le parole di Tajani
Anche l’Italia ha sostenuto la nuova linea europea. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che il cambio di posizione sulla Guardia rivoluzionaria è stato determinato dall’elevatissimo numero di vittime della repressione in Iran.
Secondo Tajani, le cifre sulle morti rendono la situazione paragonabile a quella di altri conflitti recenti e impongono una condanna netta. Di fronte a una carneficina di tali proporzioni, ha affermato, non era possibile mantenere un atteggiamento diverso.
Aumenta la presenza militare Usa in Medio Oriente
Sul piano geopolitico, la tensione si riflette anche sul rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione. Secondo i dati di tracciamento analizzati da Bbc Verify, un’altra nave da guerra americana ha attraversato il Canale di Suez dirigendosi verso il Golfo.
Il cacciatorpediniere USS Delbert D. Black si aggiunge a una flotta che comprenderebbe almeno dieci unità navali statunitensi già presenti in Medio Oriente, tra cui la portaerei USS Abraham Lincoln. Sebbene la portaerei non compaia nei sistemi di tracciamento da giorni, la presenza di velivoli Osprey nel Golfo e in rotta verso l’Oman suggerisce che l’unità possa operare nella zona.
Un dispiegamento che alimenta le speculazioni su possibili nuove azioni militari statunitensi contro l’Iran, in un contesto regionale sempre più instabile.
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