di Mario Tosetti
Amazon avvia un nuovo round di licenziamenti che coinvolge 16.000 dipendenti a livello globale. L’azienda punta a ridurre i costi e investire di più nell’intelligenza artificiale
Amazon torna a ridurre il personale con una nuova ondata di licenziamenti che interesserà circa 16.000 dipendenti in tutto il mondo. L’annuncio arriva a distanza di pochi mesi dal precedente intervento, avvenuto lo scorso ottobre, quando il gruppo aveva già tagliato 14.000 posti di lavoro. La decisione conferma una fase di profonda riorganizzazione interna per il colosso dell’e-commerce.
Secondo quanto riportato dalla BBC, la comunicazione ufficiale è arrivata poco dopo un incidente interno che ha anticipato involontariamente la notizia ai dipendenti.
La mail inviata per errore e poi ritirata
A far trapelare il nuovo piano di riduzione del personale è stata un’email inviata per sbaglio e successivamente annullata. Il messaggio, che circolava tra i lavoratori di Stati Uniti, Canada e Costa Rica, faceva riferimento a un progetto interno denominato “Project Dawn”, pensato per rafforzare l’azienda attraverso un ridimensionamento dell’organico.
L’email, rapidamente cancellata, ha però confermato che i licenziamenti erano già nell’aria e attesi da molti dipendenti, soprattutto nelle sedi nordamericane.
La strategia spiegata dai vertici aziendali
A chiarire la linea seguita da Amazon è intervenuta Beth Galetti, vicepresidente delle risorse umane e della tecnologia. Secondo Galetti, l’azienda sta lavorando per rendere la propria struttura più snella, riducendo i livelli gerarchici, aumentando la responsabilità individuale e tagliando la burocrazia interna.
Ha inoltre precisato che, mentre in alcune aree aziendali la riorganizzazione era già stata completata nei mesi scorsi, in altre i cambiamenti sono arrivati solo ora, portando a questo nuovo round di licenziamenti.
Un piano di lungo periodo per ridurre i costi
I nuovi tagli rientrano in una strategia più ampia avviata da Amazon negli ultimi anni. Dopo l’espansione accelerata durante la pandemia, quando l’azienda aveva assunto decine di migliaia di persone per far fronte all’aumento della domanda, il gruppo ha iniziato una fase di ridimensionamento.
Tra il 2022 e il 2023, Amazon aveva già ridotto il personale di circa 27.000 unità. L’obiettivo dichiarato è quello di contenere i costi e riallocare le risorse verso settori considerati strategici, in particolare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Automazione e futuro del lavoro in Amazon
Attualmente Amazon impiega circa 1,5 milioni di persone in tutto il mondo, in gran parte nei magazzini e nella logistica. Finora, però, i licenziamenti hanno colpito soprattutto ruoli tecnologici, ingegneri e personale degli uffici, lasciando sostanzialmente intatto il personale operativo.
Secondo un’inchiesta pubblicata dal New York Times lo scorso anno, l’azienda starebbe pianificando una crescente automazione di alcune mansioni manuali. Il progetto prevederebbe, nel lungo periodo, la sostituzione di centinaia di migliaia di posti di lavoro con sistemi robotizzati, segnando un cambiamento profondo nel modello occupazionale del gruppo.
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