di Mario Tosetti

La frana di Niscemi resta attiva e minaccia interi quartieri. Il capo della Protezione civile parla di rischio elevato, arrivano fondi per gli sfollati ma esplode la rabbia dei residenti

La frana che ha colpito Niscemi è tutt’altro che sotto controllo. A lanciare l’allarme è il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, niscemiche ha effettuato un sopralluogo in elicottero sull’area interessata dal dissesto. Secondo le analisi tecniche, il movimento del terreno non riguarda solo la zona visibilmente danneggiata, ma l’intero versante collinare che sta lentamente cedendo verso la piana di Gela.

Ciciliano ha parlato di una situazione estremamente delicata, sottolineando che il fenomeno è ancora in corso e che il rischio non può essere sottovalutato. Le valutazioni, condotte insieme alla componente scientifica del Dipartimento, confermano uno scenario complesso e in continua evoluzione.

Case inagibili e famiglie in attesa di rientrare

Nel centro di Niscemi, intanto, decine di cittadini si sono messi in fila davanti ai vigili del fuoco nel tentativo di ottenere il permesso di rientrare temporaneamente nelle proprie abitazioni per recuperare beni essenziali. Una speranza destinata però a scontrarsi con la realtà.

Secondo la Protezione civile, molte delle abitazioni evacuate non saranno mai più accessibili, neppure per brevi rientri. Anche gli edifici apparentemente intatti, ma situati a ridosso della frana, sono considerati impraticabili. Il bilancio degli sfollati sale a circa 1.500 persone, costrette ad abbandonare le proprie case senza certezze sui tempi e sulle soluzioni future.

Contributi economici per gli sfollati

Per sostenere le famiglie costrette a lasciare le loro abitazioni, è stato attivato il contributo di autonoma sistemazione previsto dallo Stato. Il sostegno economico prevede un aiuto mensile che parte da 400 euro a nucleo familiare, con un incremento di 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese.

Il contributo, destinato a durare fino a un anno, sarà erogato a seguito delle ordinanze di sgombero già emesse. La procedura, secondo quanto comunicato dalle istituzioni regionali, dovrebbe essere completata nel giro di pochi giorni.

La rabbia dei cittadini: “Una tragedia annunciata”

Dopo l’incontro al municipio tra le autorità locali, il presidente della Regione Renato Schifani e il capo della Protezione civile, è esplosa la protesta di parte della popolazione. Urla, accuse e un sentimento diffuso di abbandono hanno attraversato la piazza.

Molti residenti parlano apertamente di una tragedia prevedibile, ricordando che Niscemi sorge su un territorio da sempre considerato fragile. In tanti accusano governi e amministrazioni che si sono succeduti negli ultimi decenni di non aver mai affrontato seriamente il problema del rischio idrogeologico. La memoria torna al 1997, quando una frana simile colpì gli stessi quartieri, generando panico e paura come accaduto di recente.

Schlein a Niscemi: “Sospendere i tributi e dare certezze”

In visita a Niscemi, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha chiesto misure immediate a sostegno della popolazione colpita. Tra le proposte avanzate, la sospensione dei tributi comunali per i residenti sfollati e un impegno concreto per garantire sicurezza e prospettive chiare alle famiglie coinvolte.

Schlein ha sottolineato l’urgenza di interventi rapidi e ha ribadito la disponibilità del Pd a collaborare per fornire supporto alle amministrazioni locali. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di destinare risorse straordinarie alle aree colpite dal maltempo e dai dissesti, rivedendo le priorità di spesa nazionale.

L’allarme del procuratore: attenzione all’ordine pubblico

A preoccupare le autorità non è solo il rischio geologico, ma anche la tenuta dell’ordine pubblico. Il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha effettuato un sopralluogo nell’area rossa, evidenziando la necessità di rafforzare i controlli.

La zona da sorvegliare è molto estesa e le forze disponibili sono considerate insufficienti. Il timore è che possano verificarsi episodi di sciacallaggio o tensioni legate alla gestione dell’emergenza. Al momento, ha precisato Vella, non risultano procedimenti penali aperti, ma la situazione resta sotto costante osservazione.

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