di Carlo Longo

Il governo italiano richiama l’ambasciatore in Svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti. Roma chiede una squadra investigativa comune per fare luce sulla strage di Crans-Montana

crans montanaIl governo italiano alza il livello dello scontro istituzionale con la Svizzera dopo la decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di scarcerare Jacques Moretti, uno degli indagati per la strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma d’intesa con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato anche il sottosegretario Alfredo Mantovano e l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, l’esecutivo ha deciso di subordinare il rientro dell’ambasciatore in Svizzera all’avvio di una collaborazione giudiziaria concreta tra i due Paesi. L’obiettivo dichiarato è accelerare l’accertamento delle responsabilità per l’incendio che ha provocato 40 vittime, sei delle quali italiane.

Verso una squadra investigativa italo-svizzera

La richiesta principale avanzata dall’Italia riguarda la costituzione immediata di una squadra investigativa comune. Roma chiede un cambio di passo nelle indagini, giudicato necessario dopo le ultime decisioni della magistratura elvetica. Secondo quanto emerge, l’avvio di un lavoro congiunto tra le autorità giudiziarie italiane e svizzere rappresenterebbe una condizione imprescindibile per ricucire il dialogo istituzionale.

In questa direzione va anche l’iniziativa della Procura di Roma, che è pronta a inviare a Crans-Montana un team di investigatori della Squadra Mobile. Gli agenti affiancheranno i colleghi svizzeri nelle attività investigative, come previsto dalla rogatoria trasmessa nei giorni scorsi ai magistrati di Sion. È inoltre previsto, entro febbraio, un incontro diretto tra i pm romani e quelli elvetici per coordinare le indagini.

I risarcimenti alle vittime e i tempi della giustizia

Sul fronte civile, il Cantone del Vallese ha annunciato lo stanziamento di dieci milioni di franchi destinati alle vittime dell’incendio. La misura si aggiunge a un contributo immediato già previsto e alla copertura delle spese funerarie e di rimpatrio. La definizione di “vittime”, secondo le autorità cantonali, include non solo chi si trovava all’interno del locale, ma anche coloro che hanno tentato di prestare soccorso o che si trovavano nelle immediate vicinanze durante i momenti più critici.

Le richieste complessive di risarcimento potrebbero però raggiungere cifre molto più elevate. Secondo le prime stime, il totale potrebbe oscillare tra i 600 milioni e il miliardo di franchi, considerando cure mediche, perdita di reddito e danni morali. I tempi di liquidazione, tuttavia, rischiano di essere lunghi: senza un accordo extragiudiziale, la conclusione del percorso civile potrebbe richiedere anche oltre un decennio.

Una vicenda ancora aperta

A un mese dalla tragedia, la strage di Crans-Montana resta una ferita aperta nei rapporti tra Italia e Svizzera. La decisione del governo italiano di richiamare l’ambasciatore e chiedere un’indagine congiunta segna un passaggio delicato sul piano diplomatico. Per Roma, fare piena luce sulle responsabilità non è solo una questione giudiziaria, ma un dovere nei confronti delle vittime e delle loro famiglie.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Crans-Montana, l’Italia richiama l’ambasciatore: verso un’indagine congiunta con la Svizzera proviene da Associated Medias.