di Corinna Pindaro

Alla kermesse di Forza Italia a Milano scoppia il caso Tommy Robinson. Calenda attacca Salvini, Tajani prende le distanze e si apre il confronto su alleanze e futuro politico nelle città

calendaLa visita di Tommy Robinson, esponente dell’estrema destra britannica, al ministero guidato da Matteo Salvini domina il dibattito politico anche alla manifestazione di Forza Italia al teatro Manzoni di Milano. L’episodio diventa il punto più controverso della giornata e segna una linea di frattura netta all’interno del centrodestra e tra i possibili interlocutori riformisti.

Dal palco, Carlo Calenda non usa mezzi termini e prende le distanze in modo esplicito: secondo il leader di Azione, non è accettabile che figure riconducibili all’estremismo vengano ricevute in un ministero della Repubblica.

Calenda: “Serve un’area riformista lontana dagli estremismi”

Nel suo intervento, Calenda rivendica la necessità di costruire uno spazio politico liberale e riformista, indipendente sia dalla destra radicale sia dalla sinistra più estrema. Spiega di non sentirsi rappresentato da alleanze che includano figure come Salvini, Conte, Fratoianni, Bonelli o Vannacci, sottolineando l’impossibilità di condividere un progetto politico con chi, a suo giudizio, legittima posizioni estremiste.

Il leader di Azione ribadisce un approccio pragmatico, legato alla cultura d’impresa e alla gestione concreta dei problemi, più che alle tradizionali contrapposizioni ideologiche.

Tajani prende le distanze: “Incompatibile con i miei valori”

Sul caso Robinson interviene anche il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che marca una chiara distanza dalla scelta di Salvini. Tajani definisce Robinson incompatibile con i propri valori e chiarisce di non avere alcuna intenzione di incontrarlo, rivendicando l’autonomia delle scelte di Forza Italia rispetto a quelle della Lega.

Una presa di posizione che conferma come l’episodio abbia aperto un fronte di tensione anche all’interno della maggioranza di governo.

Il teatro Manzoni e l’avvio della campagna referendaria

Il confronto politico si svolge in una sala gremita, con tutti i 1300 posti occupati, durante la kermesse “Più libertà, più crescita”. L’evento celebra i 32 anni dalla storica “discesa in campo” di Silvio Berlusconi e segna ufficialmente l’avvio della campagna referendaria di Forza Italia sulla giustizia.

Ad aprire la giornata sono stati l’inno del partito e quello nazionale. Presenti i principali vertici azzurri, tra cui Antonio Tajani, il presidente del Piemonte Alberto Cirio, il ministro Paolo Zangrillo, Letizia Moratti, Fedele Confalonieri e Paolo Berlusconi. In prima fila anche Marta Fascina, visibilmente commossa in alcuni passaggi.

Referendum e alleanze: i segnali politici

Durante l’evento, Forza Italia ha ribadito la propria posizione a favore del referendum sulla giustizia, con cartelli esibiti dal pubblico a sostegno del sì. Ma lo sguardo è già rivolto anche alle future alleanze locali, a partire da Milano.

Prima dell’intervento di Calenda, Tajani aveva aperto alla possibilità di replicare in alcune grandi città l’esperienza della Basilicata, dove Azione ha sostenuto un candidato di Forza Italia. Una prospettiva che Calenda non chiude del tutto, ma subordina a valutazioni molto rigorose sulla qualità dei candidati.

Milano e il nodo delle candidature

Sul futuro politico del capoluogo lombardo, Calenda sottolinea come negli ultimi mesi abbia percepito un peso crescente della sinistra più radicale nella giunta guidata da Giuseppe Sala, un’evoluzione che Azione guarda con scetticismo. Per questo motivo, il leader riformista esclude con difficoltà un sostegno a candidature come quella di Pierfrancesco Majorino.

La preferenza va piuttosto a una figura civica, con forti competenze gestionali e radicamento nella città. Tra i nomi che circolano, Calenda cita Mario Calabresi, precisando di stimarlo molto, pur non sapendo se sia interessato a una candidatura.

Economia e politica sullo stesso palco

Alla kermesse hanno partecipato anche rappresentanti del mondo economico e produttivo. Nel panel di apertura sono intervenuti, tra gli altri, Emma Marcegaglia, Carlo Cottarelli e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, a conferma dell’intenzione di Forza Italia di legare il dibattito politico ai temi della crescita e dello sviluppo.

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