di Corinna Pindaro

Nel decennale della scomparsa di Giulio Regeni, il presidente Sergio Mattarella scrive alla famiglia: “Una ferita aperta per l’Italia. Contro ogni tortura, verità e diritti umani non sono negoziabili”

regeniA dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, l’Italia si raccoglie in un momento di memoria e riflessione che va oltre il semplice ricordo. Il giovane ricercatore friulano, rapito e ucciso in Egitto nel 2016, resta il simbolo di una battaglia irrisolta per la verità, la giustizia e il rispetto dei diritti umani.

In occasione dell’anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ai genitori di Giulio, Paola e Claudio Regeni, e al sindaco di Fiumicello Villa Vicentina, Alessandro Dijust, ribadendo la vicinanza delle istituzioni e dell’intero Paese alla famiglia.

Mattarella: “Un tributo che unisce l’Italia”

Nel suo messaggio, il capo dello Stato sottolinea come la commemorazione annuale rappresenti un momento di unità nazionale. Il ricordo di Giulio Regeni, scrive Mattarella, è un “sentito e commosso tributo per una vita ignobilmente spezzata”, che richiama valori universali come la giustizia e la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo.

Il presidente ribadisce con forza la condanna di ogni forma di tortura, richiamando l’Italia e la comunità internazionale a una responsabilità che va oltre i confini nazionali.

Una ferita che segna la comunità nazionale

Il rapimento e il brutale assassinio di Giulio vengono definiti da Mattarella come una ferita ancora aperta “nel corpo della comunità nazionale”. Una vicenda che continua a interrogare le coscienze e a mettere alla prova la credibilità delle relazioni internazionali fondate sul rispetto dei diritti umani.

Il presidente ha rivolto un pensiero particolarmente affettuoso ai genitori di Giulio, colpiti da un dolore definito “inconsolabile”, riconoscendo in loro un esempio di coraggio e determinazione nella ricerca della verità.

Il valore della ricerca della verità

Secondo Mattarella, l’impegno dei familiari di Regeni non è solo una battaglia personale, ma un’esigenza condivisa dall’intera società. La richiesta di verità e giustizia, sottolinea, non può essere oggetto di compromessi, perché riguarda non solo le legittime aspettative della famiglia, ma anche i principi fondanti dell’ordinamento costituzionale e sociale italiano.

Il presidente ha espresso rispetto e gratitudine verso tutti coloro che, con dedizione, hanno lavorato e continuano a lavorare per ricostruire la verità storica e giudiziaria sulla morte di Giulio.

Il ruolo dell’Egitto e il banco di prova internazionale

Nel messaggio del capo dello Stato emerge anche un richiamo esplicito alla necessità di una piena collaborazione delle autorità egiziane con la magistratura italiana. Secondo Mattarella, la disponibilità a fornire risposte adeguate per accertare i fatti e assicurare i responsabili alla giustizia rappresenta ancora oggi un banco di prova fondamentale.

Una collaborazione che non riguarda solo il caso Regeni, ma il rispetto delle regole e dei diritti che devono guidare le relazioni tra gli Stati.

La vicinanza della Repubblica alla famiglia Regeni

In chiusura, Sergio Mattarella ha rinnovato la vicinanza della Repubblica alla famiglia Regeni, ribadendo l’impegno delle istituzioni affinché la memoria di Giulio venga onorata facendo piena luce sulle circostanze e sulle responsabilità del suo tragico destino.

A dieci anni di distanza, il caso Regeni resta una questione aperta per l’Italia e per la coscienza democratica internazionale, simbolo di una verità che non può e non deve essere dimenticata.

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