di Carlo Longo

Il vicepremier Matteo Salvini ha incontrato Tommy Robinson, attivista dell’estrema destra inglese. L’episodio scatena polemiche e dure reazioni da Pd e Avs

salviniUn incontro avvenuto in modo riservato è diventato in poche ore un caso politico nazionale. Il vicepremier Matteo Salvini ha ricevuto nel suo ufficio Tommy Robinson, figura di spicco dell’estrema destra britannica, noto per le sue posizioni radicali e per una lunga serie di controversie giudiziarie nel Regno Unito.

A rendere pubblico il faccia a faccia è stato lo stesso Robinson, che ha diffuso sui social una foto insieme al leader della Lega accompagnandola da un messaggio dai toni enfatici, in cui parla di “fratellanza” e di una battaglia comune europea contro immigrazione e perdita di identità culturale.

Il messaggio di Robinson e il silenzio iniziale della Lega

Nel post pubblicato online, Robinson ha elogiato Salvini definendolo un leader “senza paura” e un punto di riferimento del suo attivismo politico. Secondo l’esponente britannico, l’Europa dovrebbe unirsi per difendersi da quelle che considera minacce comuni, utilizzando un linguaggio che richiama apertamente la retorica dei movimenti nazionalisti e identitari.

Dal canto suo, Salvini non aveva inizialmente dato alcuna visibilità all’incontro. Una scelta che, secondo diversi osservatori, sarebbe legata al profilo estremamente controverso di Robinson, personaggio più volte coinvolto in procedimenti giudiziari per aggressioni, frode, reati legati alla droga e violenze.

Le accuse dell’opposizione: “Un agitatore neofascista”

La diffusione dell’immagine ha immediatamente scatenato le reazioni delle opposizioni. Dal Partito democratico ad Alleanza Verdi e Sinistra, le critiche sono state durissime.

Matteo Orfini (Pd) ha definito Robinson “un agitatore neofascista”, accusando Salvini di aver legittimato un personaggio che sarebbe vicino a reti estremiste europee e protagonista di proteste anti-migranti. Secondo Orfini, riceverlo in un ministero rappresenterebbe un affronto ai principi costituzionali antifascisti.

Nicola Fratoianni (Avs) ha invece chiamato in causa il ministro degli Esteri Antonio Tajani, chiedendo se il governo italiano intenda tollerare rapporti con figure di questo tipo. Sulla stessa linea Angelo Bonelli (Avs), che parla di un gesto che “legittima l’odio razziale dentro le istituzioni” e sollecita una presa di posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Un personaggio internazionale tra Israele e i social

La figura di Tommy Robinson non è nuova alle polemiche internazionali. Nell’ottobre scorso ha visitato Israele su invito ufficiale del governo, un episodio che ha suscitato forti proteste anche all’interno della comunità ebraica britannica.

Robinson può inoltre contare sull’appoggio pubblico di Elon Musk, proprietario della piattaforma X, che in più occasioni ha sostenuto esponenti e posizioni riconducibili all’area dell’estrema destra europea. Un insieme di relazioni che contribuisce a collocare Robinson in una rete internazionale di attivismo radicale.

Un caso destinato a pesare sul governo

L’incontro con Salvini rischia ora di diventare un nuovo terreno di scontro politico per l’esecutivo. Al centro della polemica non c’è solo il profilo personale di Robinson, ma il messaggio simbolico che un incontro istituzionale con un esponente dell’estrema destra europea può trasmettere.

Le opposizioni chiedono chiarimenti e prese di distanza nette, mentre il caso alimenta il dibattito sul confine tra rapporti politici internazionali e legittimazione di figure radicali all’interno delle istituzioni italiane.

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