di Corinna Pindaro

L’ultimo saluto a Valentino nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma: il mondo della moda e dello spettacolo rende omaggio al grande couturier tra musica, ricordi e applausi

valentinoRoma ha accolto con compostezza e commozione l’addio a Valentino Garavani, uno dei più grandi protagonisti della moda del Novecento. Nella monumentale Basilica di Santa Maria degli Angeli si è riunito un mondo intero: quello dell’alta moda, dello spettacolo, dell’artigianato e delle relazioni personali che hanno segnato una carriera irripetibile.

All’esterno, migliaia di persone hanno voluto partecipare portando un fiore, un accessorio iconico, un capo rosso Valentino. Dentro, il silenzio solenne di una cerimonia che ha unito celebrità, collaboratori storici e semplici ammiratori.

Il bianco scelto dal couturier per l’ultimo saluto

Come già avvenuto per la camera ardente, Valentino aveva immaginato il suo addio nel segno del bianco: un colore essenziale, puro, lontano dall’ostentazione. Bianche anche le composizioni floreali donate dalle grandi famiglie della moda e dagli amici più cari, mentre una sola corona rossa, inviata da Claudia Schiffer, rompeva simbolicamente l’armonia cromatica.

La basilica si è così trasformata in uno spazio sospeso, elegante e rarefatto, coerente con l’estetica e la sensibilità del grande couturier.

Le star internazionali e i grandi nomi della moda

Tra i banchi hanno sfilato, in silenzio e con gli occhi nascosti da occhiali scuri, attrici, designer, editori e imprenditori del lusso. Da Anne Hathaway a Donatella Versace, da Tom Ford a Pierpaolo Piccioli, Maria Grazia Chiuri, Anna Wintour, François-Henri Pinault e molti altri protagonisti della scena internazionale.

Accanto a loro, ex modelli, sarte, ricamatrici, dipendenti della maison e figure che hanno lavorato dietro le quinte, a testimoniare quanto l’eredità di Valentino sia stata anche profondamente umana e collettiva.

I ricordi: “Il padre della moda italiana”

Le parole pronunciate all’uscita della basilica raccontano il peso storico della figura di Valentino. Brunello Cucinelli lo ha definito “il padre della moda italiana”, ricordandone la gentilezza e il gusto impeccabile. Matteo Marzotto ha parlato di una personalità complessa e ossessionata dalla perfezione, mentre per molti stilisti più giovani il suo lavoro ha rappresentato un modello irraggiungibile di bellezza e disciplina creativa.

Una parola, su tutte, è tornata più volte: gratitudine.

L’ingresso del feretro e la musica scelta dal maestro

Solo quando tutti hanno preso posto, il feretro di legno chiaro ha fatto il suo ingresso nella basilica. Ad accompagnarlo, le note della Lacrimosa dal Requiem di Mozart, una delle composizioni più amate dallo stilista.

Nel piccolo corteo funebre c’era Giancarlo Giammetti, compagno di una vita e presenza costante accanto al couturier. Dal pulpito, Giammetti ha ringraziato Valentino per avergli insegnato il significato della bellezza e per un percorso condiviso fin dall’adolescenza, tra sogni immaginati e realizzati.

L’ultimo ringraziamento e l’ultimo viaggio

Accanto a lui, Vernon Bruce Hoeksema, ultimo compagno di Valentino, ha affidato alla chiesa un saluto intimo e struggente, parlando di un amore fatto di dialogo quotidiano e di parole mai dette per il pubblico. “Non ti dico addio, ma grazie”, ha ripetuto, riassumendo il sentimento dominante della giornata.

Dopo la messa, l’orchestra ha eseguito brani di Schubert, Fauré e Puccini. Sulle note di O mio babbino caro, il feretro ha lasciato la basilica tra un applauso lungo e rispettoso. L’ultimo viaggio di Valentino è proseguito verso il cimitero Flaminio, dove sarà tumulato nel tempietto da lui voluto.

Roma, per un giorno, ha indossato il suo abito migliore.

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