di Redazione

L’artista iraniana porta in scena una visione personale e contemporanea del celebre melodramma settecentesco, tra estetica visiva e riflessione emotiva

Debutta il 23 gennaio al Teatro Regio di Parma una nuova e ambiziosa produzione di Orfeo ed Euridice, l’opera settecentesca di Christoph Willibald Gluck, che segna un nuovo capitolo nella carriera teatrale di Shirin Neshat, artista visiva e fotografa di fama internazionale. Dopo aver esordito nella regia lirica nel 2017 con una Aida a Salisburgo – poi ripresa all’Opéra di Parigi – Neshat torna a confrontarsi con il mondo dell’opera, trasformando la partitura di Gluck in una riflessione profonda sulla perdita, il dolore e il senso della memoria.

L’allestimento si presenta come una vera opera d’arte, pensata nei minimi dettagli con l’intento di fondere il linguaggio teatrale a quello visivo. La regista sceglie di rileggere la vicenda di Orfeo ed Euridice non attraverso la lente del mito classico, ma come una narrazione intima e drammatica di una coppia contemporanea alle prese con una crisi irreversibile: la perdita di un figlio. In questa versione, Orfeo non scende negli inferi per salvare Euridice, ma intraprende un viaggio interiore per negare e cercare di riscrivere un dolore insostenibile. Euridice, dal canto suo, non è più la figura passiva dell’amata perduta, ma una donna consapevole e autonoma, che ha scelto di allontanarsi da una relazione già spezzata prima della tragedia.

L’impianto scenico è dominato dal bianco e nero, cifra stilistica distintiva di Neshat, cui si aggiungono due video realizzati ad hoc nei paesaggi di Parma e all’interno dello stesso teatro, proiettati all’inizio e alla fine dell’opera. Questi elementi visivi non sono pensati come semplici sfondi, ma come spazi di riflessione sospesi, in grado di estendere il racconto oltre la scena.

Con questa regia, il Teatro Regio di Parma ospita non solo una rilettura di un classico del repertorio, ma anche un incontro tra linguaggi artistici, epoche e sensibilità differenti. Il risultato è un’opera che intreccia musica, dramma e immagini per restituire al pubblico una storia antica in una forma nuova.

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