di Martina Esposito

Nel primo Institutional Breakfast dedicato all’India, Deloitte ha rilanciato il suo ruolo come piattaforma di dialogo tra istituzioni e imprese. Andrea Poggi e Fabio Pompei hanno illustrato l’approccio del network: analisi oggettive, impatto sociale e cooperazione pubblico-privato per cogliere le opportunità offerte dal mercato indiano

In un momento storico segnato da tensioni geopolitiche e dalla ridefinizione degli equilibri economici globali, il primo Institutional Breakfast dedicato all’India – promosso da Deloitte in collaborazione con ISN e AMPA – ha riunito a Roma rappresentanti istituzionali, diplomatici e imprenditoriali per rafforzare il dialogo tra i due Paesi e valorizzare nuove opportunità di cooperazione. Intitolato Italy & India: Partnering for a Shared Future, l’incontro ha fatto emergere con chiarezza il ruolo centrale che Deloitte intende svolgere come facilitatore del dialogo strategico tra istituzioni e imprese. Ce ne hanno parlato Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, e Andrea Poggi, Head del Public Policy & Stakeholder Relations Central Mediterranean.

Pompei: “Italia e India hanno relazioni strategiche di primo piano”

A margine del primo incontro, svoltosi negli spazi di Associazione Civica a Piazza Venezia, Fabio Pompei ha delineato i tratti dell’impegno di Deloitte nel dialogo internazionale, in particolare tra Italia e India. “Abbiamo immaginato questa serie di incontri per costruire basi solide tra istituzioni e business community. Non si tratta solo di parlare, ma di far nascere partnership durature e creare valore per la società. L’Italia e l’India hanno relazioni strategiche di primo piano, e questo momento – anche alla luce dell’imminente accordo di libero scambio tra UE e India – è un’occasione storica”.

Pompei ha poi sottolineato l’impegno più ampio del network Deloitte nel sostenere lo sviluppo economico e sociale dei territori in cui opera: “Crediamo che un’organizzazione come la nostra debba avere un ruolo attivo nelle dinamiche di crescita sostenibile. Non possiamo limitarci a fornire servizi professionali: dobbiamo accompagnare imprese e istituzioni nel prendere decisioni informate, fondate su dati e analisi solide. Iniziative come questa dimostrano che la collaborazione pubblico-privato può produrre risultati tangibili e duraturi, soprattutto in un contesto strategico come quello indiano”.

Il CEO ha inoltre ricordato come l’approccio di Deloitte sia sempre orientato a generare impatto: “Attraverso il nostro Public Policy Center e la Fondazione Deloitte, promuoviamo iniziative che uniscono innovazione, responsabilità e visione strategica. Vogliamo essere un ponte tra visione economica e impatto sociale, contribuendo alla crescita delle comunità, al rafforzamento delle filiere e alla competitività del Sistema Paese nel suo complesso”.

Poggi: “L’Italia verso un ruolo sempre più rilevante”

Le parole di Andrea Poggi, Head del Public Policy & Stakeholder Relations Central Mediterranean di Deloitte, hanno tracciato una visione lucida e operativa del metodo con cui Deloitte affronta le grandi sfide globali. “Le complessità del sistema socio-economico mondiale sono elevatissime – ha spiegato – ed è evidente che solo attraverso la cooperazione tra tutti gli attori – imprese, governi, istituzioni, associazioni, centri di ricerca – si possono trovare soluzioni efficaci”. Il Public Policy Center di Deloitte nasce proprio con questo scopo: creare uno spazio neutrale e qualificato dove il confronto tra pubblico e privato sia guidato da evidenze, numeri, analisi concrete. “Mettiamo a disposizione dati oggettivi e strumenti di analisi per permettere alle istituzioni e alle imprese di costruire insieme politiche efficaci. Anche oggi, in questo evento, abbiamo presentato informazioni utili per comprendere dove intervenire, quali barriere rimuovere, come facilitare la cooperazione”.

Poggi ha poi posto l’accento sull’India come mercato chiave per l’Italia e l’Europa, grazie alla sua traiettoria di crescita e al dinamismo demografico e tecnologico. “Stiamo parlando di un Paese che ha attratto oltre 450 miliardi di investimenti diretti esteri netti in dieci anni, che vanta una forza lavoro giovane e in trasformazione, e che nel solo 2024 ha sviluppato scambi commerciali con l’Europa superiori ai 190 miliardi di dollari. In questo contesto, l’Italia può e deve avere un ruolo sempre più rilevante, anche grazie alle sue eccellenze industriali”.

Il focus di Deloitte – ha aggiunto – è comprendere dove e come queste eccellenze possano incontrare le priorità del mercato indiano: infrastrutture, sanità, bioeconomia, servizi digitali. “Nei prossimi dieci anni – ha concluso – oltre 600 milioni di persone si trasferiranno nelle città indiane. Questo significa opportunità enormi per le imprese italiane che vogliano contribuire con soluzioni di qualità allo sviluppo urbano, alla transizione sostenibile e all’innovazione tecnologica. Il nostro ruolo è quello di facilitare questo incontro, costruendo le condizioni politiche, normative e operative affinché si trasformi in impatto reale”.

Gli altri protagonisti del confronto

Moderato dalla giornalista RAI Monica Maggioni, l’evento ha riunito in una tavola rotonda ad alto livello diversi rappresentanti istituzionali e diplomatici, come gli ambasciatori Giovanni Castellaneta e Francesco Maria Talò, oltre che figure di primo piano del mondo imprenditoriale, tra cui anche Alessandro De Luca, Head of Public Policy and Stakeholder Relations Centre di Deloitte Italia. Tra i presenti anche Francesca Alicata, Responsabile Relazioni Istituzionali di SIMEST, Massimiliano Ambra, Head of Global Business Development di FS International, Enrico Maria Bagnasco, CEO di Telecom Italia Sparkle, Lorenzo Berneri, Responsabile Comunicazione di SIMEST, Caterina Bivona, Responsabile Area Transportation & Services di AlmavivA, Vittorio de Pedys, Presidente di SIMEST, Enrico Della Gatta, Vice President Defence Market Business Intelligence di Fincantieri, Sabrina Di Giorgio, Head of Public Affairs Asia, CEE, MedLATAM, Switzerland di Generali, Marco Felisati, Direttore Affari Internazionali di Confindustria.

Hanno partecipato alla tavola rotonda anche Laurent Franciosi, responsabile dei mercati internazionali di Cassa Depositi e Prestiti, Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare e Ferrero, Paolo Melone, Senior Director Marketing and Business Development di Intesa Sanpaolo, Francesco Mele, Responsabile Relazione con i Media di Simest, Francesco Mennillo, Governance & Strategy Manager di AlmavivA, Simone Mezzedimi, Direttore dell’Associazione Italia-India, Fabio Panunzi Capuano, Chief Business Development Officer di Telecom Italia Sparkle, Guglielmo Picchi, Presidente di SACE, Silvia Vaiga Perino, a capo degli Affari UE e internazionali di FS International Spa, Paolo Roth, Direttore delle Relazioni Esterne, Comunicazione e Ricerca di Assarmatori, Andrea Schiavoni, responsabile dello sviluppo dei mercati internazionali di Cassa Depositi e Prestiti, e Rosario Zaccà, Head of India Desk dello studio legale Gianni & Origoni.

Un incontro che guarda al futuro

L’importanza del dialogo economico tra Italia e India è stata ribadita dal mondo istituzionale, con parole che sintetizzano bene lo spirito dell’incontro. Mauro Battocchi, direttore generale per la promozione del Sistema Paese al MAECI, ha ricordato che “insieme, Italia e India valgono circa 6 trilioni di euro” e che l’obiettivo comune è “superare i 14 miliardi di euro di interscambio commerciale e raggiungere i 700 miliardi di export entro il 2027. Per farlo, l’India è un partner fondamentale”. A chiudere i lavori è stata Monica Maggioni, giornalista e moderatrice dell’evento, che a margine dell’evento ha sottolineato alla stampa la centralità di momenti come quello dell’Institutional Breakfast per  creare spazi di confronto tra chi deve operare concretamente nei mercati internazionali.

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