di Emilia Morelli

Le Borse europee chiudono in forte ribasso dopo le minacce di nuovi dazi di Donald Trump sulla Groenlandia. Crescono le tensioni Usa-Ue e l’oro aggiorna i massimi storici

mercatiI mercati finanziari europei hanno vissuto una giornata particolarmente difficile, penalizzati dal clima di crescente tensione tra Stati Uniti ed Unione Europea. A preoccupare gli investitori sono le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha minacciato l’introduzione di nuovi dazi nei confronti di otto Paesi europei fino a quando agli Stati Uniti non sarà consentito acquistare la Groenlandia.

L’assenza di Wall Street, rimasta chiusa per la festività del Martin Luther King Day, ha ulteriormente accentuato la volatilità sui listini del Vecchio Continente, lasciando le piazze finanziarie europee senza il consueto punto di riferimento.

Le Borse europee chiudono in deciso ribasso

La seduta si è conclusa con un forte arretramento per tutti i principali indici. Parigi è risultata la peggiore tra le piazze finanziarie europee, mentre anche Francoforte, Londra e Milano hanno archiviato la giornata in territorio negativo.

L’indice Stoxx 600 ha perso circa l’1,3%, riflettendo il nervosismo diffuso tra gli operatori. A pesare maggiormente sono stati i settori più sensibili al commercio internazionale, come tecnologia, lusso e automotive, colpiti dal timore di una nuova escalation protezionistica.

Piazza Affari brucia miliardi di capitalizzazione

La Borsa di Milano ha chiuso in netto calo, allineandosi al resto d’Europa. L’indice Ftse Mib ha ceduto oltre l’1,3%, scendendo in area 45 mila punti. In una sola seduta, Piazza Affari ha visto andare in fumo circa 14 miliardi di euro di capitalizzazione.

A soffrire sono stati soprattutto i titoli tecnologici e industriali, mentre alcune poche eccezioni hanno mostrato una tenuta migliore. Il clima di incertezza globale continua infatti a penalizzare i comparti più esposti al commercio internazionale.

Oro sempre più bene rifugio: nuovi record storici

In questo contesto di forte instabilità, gli investitori si sono rifugiati nei beni considerati più sicuri. L’oro ha continuato la sua corsa, aggiornando ancora una volta i massimi storici e arrivando a sfiorare quota 4.675 dollari l’oncia.

Il metallo prezioso si conferma così il principale punto di riferimento nei momenti di tensione geopolitica e di incertezza economica, sostenuto anche dall’indebolimento del dollaro sulle principali valute.

Dollaro debole e valute europee in rafforzamento

Il timore di una nuova guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa sta contribuendo a indebolire il biglietto verde. L’euro si è rafforzato sopra quota 1,16 contro il dollaro, mentre anche la sterlina e il franco svizzero hanno mostrato segnali di apprezzamento.

Sul fronte obbligazionario, i titoli di Stato europei hanno registrato movimenti contenuti, con lo spread tra Btp e Bund stabile intorno ai 63 punti base.

Il ruolo della Groenlandia nella crisi diplomatica

Al centro delle tensioni c’è la disputa sulla Groenlandia, che sta incrinando i rapporti transatlantici. La minaccia di nuovi dazi da parte dell’amministrazione Trump ha già provocato reazioni politiche significative, come la decisione del governo danese di disertare il World Economic Forum di Davos in segno di protesta.

Secondo diversi osservatori, il rischio di una guerra commerciale, anche parziale, potrebbe avere effetti rilevanti sull’export europeo e in particolare su quello italiano, con possibili ricadute su settori chiave come meccanica, moda e agroalimentare.

Mercati in attesa di sviluppi diplomatici

Gli investitori restano ora in attesa di segnali di distensione sul piano politico. Una soluzione negoziata tra Unione Europea e Stati Uniti potrebbe riportare fiducia sui mercati, mentre un’ulteriore escalation rischierebbe di alimentare nuove vendite e rafforzare la corsa verso i beni rifugio.

Nel frattempo, l’Europa si prepara ad affrontare settimane di forte volatilità, con le tensioni geopolitiche destinate a restare uno dei principali fattori di instabilità dei mercati finanziari globali.

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