di Emilia Morelli

Aumentano le missioni bipartisan del Parlamento italiano a Taiwan. Taipei rafforza i rapporti con Roma mentre crescono le tensioni con la Cina

taipeiDa alcuni mesi si intensifica un fitto scambio tra l’Italia e Taiwan. Non si tratta di relazioni diplomatiche ufficiali – Roma, per non irritare Pechino, non ha un’ambasciata sull’isola ma solo una rappresentanza guidata da Marco Lombardi – ma di una diplomazia parallela che passa sempre più spesso dal Parlamento.

Taipei, consapevole di una fase internazionale sempre più delicata e delle tensioni crescenti con la Cina, sta cercando di costruire una rete di sostegno in Europa, puntando soprattutto sui rapporti con le assemblee legislative dei Paesi membri dell’Unione.

Delegazioni bipartisan in visita a Taiwan

Le missioni italiane a Taipei si susseguono con ritmo regolare. A settembre una delegazione era stata guidata dal senatore di Forza Italia Adriano Paroli. Nei giorni scorsi, invece, è stata la volta di un gruppo interparlamentare composto da esponenti di quasi tutti i partiti.

A guidare la delegazione è stato il deputato azzurro Alessandro Cattaneo, affiancato da Fabrizio Benzoni (Azione), dalla senatrice Simona Malpezzi (Pd), dal deputato del Movimento 5 Stelle Roberto Traversi, dai parlamentari di Fratelli d’Italia Emanuele Loperfido e Girolamo Cangiano e dalla leghista Vanessa Cattoi.

Ad accoglierli ufficialmente è stato il ministro degli Esteri taiwanese Lin Chia-lung, segnale del forte interesse di Taipei nel consolidare questo canale di dialogo.

Cooperazione su tecnologia, sicurezza e ricerca

Al centro degli incontri ci sono stati i grandi dossier strategici: intelligenza artificiale, semiconduttori, scambi accademici, cooperazione industriale e sicurezza nell’area euro-indo-pacifica. Un’agenda che riflette il ruolo centrale di Taiwan nelle catene globali del valore tecnologico.

Secondo Cattaneo, la missione rappresenta un segnale chiaro del sostegno bipartisan italiano e di una partnership tra democrazie che si rafforza anche in Estremo Oriente. La diplomazia parlamentare, ha sottolineato, è uno strumento particolarmente prezioso nel caso di Taiwan, proprio per l’assenza di relazioni diplomatiche formali.

Taipei cerca sponde in Europa

Il contesto è fortemente geopolitico. Le missioni volute da Taipei servono a costruire relazioni politiche e istituzionali che potrebbero rivelarsi decisive in caso di un’ulteriore escalation con Pechino.

La Cina continua infatti ad aumentare la pressione militare e diplomatica sull’isola, mentre Taiwan punta a rafforzare i legami con i Paesi occidentali senza forzare la mano sul piano formale.

L’equilibrio italiano tra Pechino e Taipei

Da parte italiana, il governo mantiene una linea di prudenza. Le iniziative restano sul piano parlamentare e non coinvolgono ufficialmente la diplomazia di Palazzo Chigi, proprio per evitare tensioni dirette con la Cina.

Ma il messaggio politico è chiaro: Roma osserva con attenzione lo scenario indo-pacifico e considera Taiwan un interlocutore strategico su tecnologia, economia e sicurezza.

Come ha scritto sui social la senatrice Malpezzi al termine della missione: “Credo che incontrarsi aiuti a capirsi”. Un messaggio semplice, ma che fotografa bene la diplomazia silenziosa che si muove tra Roma e Taipei.

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