di Corinna Pindaro

L’Italia lancia la nuova Strategia Artica: focus su imprese, difesa, energia e ricerca. Leonardo, Fincantieri, Eni ed Enel al centro del piano per l’Artico

L’Artico diventa una delle nuove frontiere strategiche della politica internazionale. Dopo le dichiarazioni di Donald Trump sulla volontà degli Stati Uniti di ottenere strategia articala Groenlandia, anche l’Italia si muove per ritagliarsi uno spazio nello scenario polare, pur senza ipotizzare una presenza militare diretta sull’isola danese.

Il governo ha presentato il 16 gennaio la nuova Strategia Artica italiana alla presenza dei ministri Antonio Tajani, Guido Crosetto e Anna Maria Bernini. Il documento, ampio ma volutamente prudente, disegna una linea d’azione basata su cooperazione Nato e Unione europea, ricerca scientifica e soprattutto su una forte proiezione economica affidata alle grandi imprese partecipate dallo Stato.

Una strategia fondata sulle imprese, non sui fondi pubblici

A differenza del Piano Mattei per l’Africa, la politica artica italiana non prevede impegni diretti a carico delle finanze pubbliche, ma punta sulla valorizzazione delle attività già in corso delle grandi aziende nazionali.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’organizzazione di una missione imprenditoriale nell’Artico in collaborazione con l’ambasciata italiana a Copenaghen: l’obiettivo è creare un tavolo strategico per rafforzare la presenza italiana nei settori della difesa, dell’energia e dello spazio.

L’Italia, che partecipa al Consiglio Artico come Paese osservatore, intende rafforzare il ruolo dell’Unione europea nella regione e partecipare ai progetti multilaterali in ambito europeo.

Leonardo e la sicurezza nelle regioni polari

Leonardo è tra i gruppi più attivi nella cooperazione artica. Dal 2019 partecipa al progetto internazionale Arctic Security and Emergency Preparedness Network (ARCSAR), che coinvolge forze di sicurezza, autorità civili, centri di ricerca e aziende dei Paesi artici e atlantici.

L’iniziativa punta a sviluppare sistemi di prevenzione, monitoraggio e gestione delle emergenze in una delle aree più sensibili del pianeta dal punto di vista climatico e geopolitico.

Fincantieri leader mondiale nella cantieristica artica

Fincantieri, attraverso la controllata Vard, ha conquistato una posizione di leadership globale nella progettazione e costruzione di navi specializzate per l’ambiente polare.

Si tratta di unità destinate alla ricerca scientifica, alle attività industriali, al supporto logistico e alla protezione delle infrastrutture. Il gruppo è inoltre impegnato nello sviluppo di tecnologie subacquee per l’esplorazione e la sicurezza dei fondali artici.

Energia e risorse: il ruolo di Eni ed Enel

Sul fronte energetico il documento evidenzia il contributo di Eni nei programmi di ricerca scientifica nell’area artica, anche se gli investimenti più rilevanti del gruppo sono concentrati in Alaska.

Enel, invece, porta in dote un know-how di primo piano nella geotermia. L’Italia è oggi il principale Paese europeo nel settore, seconda nell’area artica solo all’Islanda. Un patrimonio tecnologico che potrebbe rivelarsi strategico nello sviluppo energetico sostenibile delle regioni polari.

Difesa e Nato: l’Artico come confine dell’Europa

La parte dedicata alla Difesa ribadisce la volontà dell’Italia di contribuire alla stabilità dell’Artico attraverso la cooperazione Nato e Ue, senza prevedere l’invio di truppe in Groenlandia, nemmeno con una presenza simbolica.

Secondo il documento, l’Artico è considerato un vero e proprio confine settentrionale dell’Europa, una regione chiave per la sicurezza del continente e per la prevenzione di escalation militari.

Il ministro Guido Crosetto ha sottolineato come il cambiamento climatico stia aprendo nuove rotte commerciali che potrebbero ridisegnare i traffici globali, incidendo in modo diretto anche sul Mediterraneo e sui flussi che oggi passano dal Canale di Suez.

Le critiche dell’opposizione

Dall’opposizione arriva la voce critica di Angelo Bonelli, che accusa il governo di inseguire la visione di Trump e di voler trasformare l’Artico in una nuova frontiera dello sfruttamento economico.

Secondo il leader dei Verdi, la Strategia Artica italiana rischia di diventare una sorta di “Piano Mattei per il Polo Nord”, concentrato più sulle opportunità industriali che sulla tutela ambientale di una delle aree più fragili del pianeta.

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