di Emilia Morelli
La Procura di Roma indaga sul Garante della Privacy per presunto peculato e corruzione: viaggi di lusso, alberghi a cinque stelle, spese personali e carte di credito senza limiti
Missioni internazionali trasformate in trasferte extralusso, voli in business class, hotel a cinque stelle e spese personali caricate sulle carte dell’Autorità. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura di Roma sul Garante della Privacy, travolto da accuse che vanno dal peculato alla corruzione.
Secondo i magistrati, tra il 2021 e il 2024 le spese del Collegio sono aumentate del 46%, con un incremento annuo di circa 776 mila euro. Una crescita legata in gran parte a viaggi, soggiorni in strutture di lusso, cene di rappresentanza, lavanderia, fitness e perfino trattamenti per la cura della persona.
Missione in Giappone da 80 mila euro
Emblematico il caso della missione istituzionale in Giappone per il G7 di Tokyo del 2023. Il budget iniziale previsto era di 34 mila euro, ma il conto finale ha sfiorato gli 80 mila euro, di cui circa 40 mila solo per i voli.
Secondo gli inquirenti, a far lievitare i costi sono stati biglietti in business class, un numero elevato di accompagnatori e perfino l’assunzione temporanea di un traduttore esterno, nonostante l’Autorità disponesse già di un interprete interno.
Alla missione nipponica è poi seguita una tappa negli Stati Uniti, anch’essa a spese dell’ente.
Carte di credito senza tetto di spesa
Ogni componente del Collegio aveva a disposizione una carta di credito con plafond di fatto illimitato. Spese che dovevano essere giustificate, ma che secondo gli investigatori sarebbero state spesso rendicontate in modo approssimativo.
Tra gli acquisti finiti sotto la lente della Guardia di Finanza ci sono anche 6.700 euro di bistecche di lombo comprate in tre anni nella stessa macelleria romana. Il macellaio avrebbe confermato che si trattava di un cliente abituale.
Secondo l’ex segretario generale dell’Autorità, Angelo Fanizza, nei documenti contabili non risultavano fatture o scontrini, ma solo annotazioni generiche su presunti “pasti pronti”.
Alberghi di lusso come residenza stabile
L’inchiesta ricostruisce anche una gestione disinvolta degli alloggi romani per i membri del Collegio residenti fuori città.
Alcuni componenti, tra cui la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e Agostino Ghiglia, avrebbero soggiornato stabilmente in hotel a cinque stelle come il Bristol e il Parco dei Principi, con costi interamente coperti dall’Autorità.
In una fattura compare anche una spesa per il parrucchiere della vicepresidente, poi restituita, oltre a voci per bevande e fiori.
L’appartamento in centro e i legami familiari
Il presidente Pasquale Stanzione aveva invece preso casa in piazza della Pigna, inizialmente a 2.900 euro al mese, poi saliti a 3.700. Un aumento definito “anomalo” dagli investigatori.
A destare ulteriori sospetti è la vicinanza dell’appartamento a una struttura ricettiva riconducibile a società legate alle figlie del presidente. Inoltre, sul contratto di affitto risulterebbero indicati anche due familiari oltre allo stesso Stanzione.
Spese personali e auto di servizio
Secondo diverse testimonianze interne, alcune spese sarebbero state chiaramente estranee all’attività istituzionale: cene private per più persone, parrucchiere, fiori e bevande.
Sotto esame anche l’uso dell’auto di servizio per spostamenti personali, tra cui una visita presso la sede di un partito politico alla vigilia di una delicata sanzione.
Le accuse della Procura: “Condotte che offendono il decoro dell’ente”
Nel decreto di perquisizione firmato dalla pm Chiara Capoluongo e dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, i magistrati parlano di «condotte disinvolte» che «offendono il decoro dell’ente».
Un sistema di gestione delle spese che, secondo l’accusa, avrebbe trasformato l’Autorità garante in una sorta di bancomat personale per viaggi di lusso e comfort privati.
Ora sarà l’inchiesta a stabilire se dietro queste condotte si nascondano reali responsabilità penali. Ma l’immagine dell’ente indipendente chiamato a tutelare i dati degli italiani è già pesantemente compromessa.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Garante Privacy, bufera sulle spese: voli in business, hotel di lusso e conti senza tetto proviene da Associated Medias.

