di Redazione
Scelta dall’Unesco nel 2024, Rabat sarà la Capitale mondiale del libro 2026. Un riconoscimento che premia una città dove l’editoria, la lettura e la trasmissione del sapere sono parte integrante del tessuto urbano e sociale
Rabat aggiunge un nuovo capitolo alla propria identità culturale. Dopo essere stata designata ufficialmente nel 2024 da Audrey Azoulay, allora direttrice generale dell’Unesco, la capitale del Marocco sarà Capitale mondiale del libro nel 2026, diventando la ventiseiesima città a ricevere questo prestigioso titolo. Il passaggio di consegne avverrà da Rio de Janeiro e l’avvio delle celebrazioni è fissato per il 23 aprile, data simbolica che coincide con la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.
Affacciata sull’Atlantico e attraversata da una stratificazione storica che unisce tradizione islamica, memoria coloniale e visione contemporanea, Rabat si è progressivamente affermata come uno dei poli culturali più dinamici del Nord Africa. «Rabat è un importante centro culturale dove i libri facilitano la condivisione di conoscenze e arti diverse», aveva sottolineato Azoulay al momento dell’annuncio, evidenziando anche il ruolo strategico di una filiera editoriale capace di incidere concretamente sulla qualità dell’istruzione.
La scelta dell’Unesco, condivisa con il Comitato consultivo della Capitale mondiale del libro — che riunisce realtà come la Federazione europea e internazionale dei librai, il Forum internazionale degli autori, la Federazione internazionale delle associazioni e istituzioni bibliotecarie e l’Associazione internazionale degli editori — riconosce un impegno costante e strutturato nella promozione della letteratura e della lettura. Con circa 570mila abitanti, 54 case editrici attive, un numero crescente di librerie e la terza fiera internazionale del libro più importante del continente africano, Rabat rappresenta oggi un nodo cruciale dell’economia creativa marocchina.
Se il calendario ufficiale delle iniziative non è stato ancora reso pubblico, il mandato è chiaro: come tutte le città insignite di questo titolo, Rabat si impegnerà a sviluppare per un intero anno programmi dedicati alla diffusione del libro e della lettura, rivolgendosi a pubblici di ogni età e provenienza. Attività educative, incontri internazionali, progetti inclusivi e azioni di cooperazione culturale saranno il cuore di un percorso che guarda tanto al contesto locale quanto al dialogo globale.
In un’epoca segnata dalla frammentazione dell’attenzione e dalla smaterializzazione dei contenuti, la scelta di Rabat assume un valore simbolico forte: riaffermare il libro come spazio di incontro, strumento di emancipazione e archivio vivo delle culture. Un riconoscimento che non celebra soltanto un’industria, ma una visione del sapere come bene condiviso.
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