di Martina Esposito
Una modifica tecnica prevista dalla manovra di bilancio abbassa il valore del patrimonio immobiliare considerato, ampliando l’accesso a prestazioni sociali e bonus. L’assegno unico diventa più ricco, aumentano le soglie per il bonus nido e si riducono le tariffe per servizi scolastici e bollette
Con l’avvio del nuovo anno, cambia in modo sostanziale il calcolo dell’Isee per le famiglie italiane, soprattutto per quelle con figli. Le novità introdotte con la legge di Bilancio non portano nuovi assegni diretti, ma modificano le modalità con cui viene valutata la situazione economica dei nuclei familiari. Il cambiamento principale riguarda la franchigia applicata alla prima casa di abitazione, ovvero la quota di valore che viene esclusa dal calcolo del patrimonio immobiliare ai fini dell’Isee.
Fino al 2025, questa franchigia era pari a 52.500 euro, con un’ulteriore maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio a partire dal terzo. Dal 2026, la franchigia base sale a 91.500 euro e la maggiorazione di 2.500 euro viene anticipata al secondo figlio. Questo significa che una famiglia con due figli potrà escludere dal calcolo Isee 94.000 euro del valore catastale della prima casa, mentre con tre figli la somma sale a 96.500 euro. La franchigia sale ulteriormente fino a 200.000 euro nei capoluoghi delle città metropolitane, per riflettere i più alti valori immobiliari in centri come Roma, Milano, Napoli o Torino.
Questi cambiamenti incidono in modo diretto sull’indicatore Isee, che si abbassa, aprendo la porta a una serie di benefici economici. Il primo effetto riguarda l’assegno unico, che cresce al diminuire dell’indicatore. Nel 2026, la soglia massima per ottenere l’importo pieno dell’assegno (pari a 203,81 euro al mese per figlio) è fissata a 17.468,51 euro. Una coppia con due figli che, grazie alla nuova franchigia, scende da un Isee di 23.000 a 17.000 euro, potrà ricevere circa 90 euro in più al mese per ciascun figlio. Su base annua, il beneficio supera i 2.000 euro.
L’intervento non si limita alla prima casa. La manovra agisce anche sulla cosiddetta scala di equivalenza, il parametro che tiene conto del numero di persone presenti nel nucleo familiare e che incide sulla divisione del reddito e del patrimonio. Dal 2026, per le famiglie con almeno due figli, la scala viene aumentata, rendendo il calcolo ancora più favorevole. L’effetto combinato di questi due cambiamenti – franchigia più ampia e coefficiente più alto – comporta una riduzione dell’Isee che può oscillare tra i 3.000 e i 9.000 euro, a seconda del valore dell’abitazione e della composizione del nucleo.
I vantaggi non si esauriscono nell’assegno unico. Un Isee più basso consente anche di accedere o mantenere altri benefici, come il bonus asilo nido, che può arrivare a 3.600 euro l’anno per il secondo figlio se l’indicatore è sotto i 25.000 euro, o gli sconti automatici sulle bollette per luce, gas e acqua per le famiglie con Isee inferiore a 9.530 euro (o a 20.000 euro se con almeno quattro figli). Anche le tariffe comunali per mense scolastiche e trasporti pubblici risultano più leggere, perché quasi sempre parametrate sull’Isee.
Per sfruttare le nuove regole, è fondamentale presentare una nuova Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) nel 2026. Chi non rinnova l’Isee e si affida a quello calcolato nel 2025, continuerà a essere valutato secondo i vecchi criteri, perdendo i potenziali benefici. Per ottenere l’assegno unico con gli importi maggiorati già da gennaio, la DSU aggiornata va inviata entro il 28 febbraio. In caso di presentazione successiva, gli aumenti scatteranno solo dal mese seguente e non saranno riconosciuti gli arretrati.
La documentazione necessaria comprende i dati anagrafici e fiscali di tutti i membri del nucleo, la dichiarazione dei redditi o il modello CU 2024, le giacenze medie e i saldi dei conti correnti al 31 dicembre 2024, il valore catastale degli immobili e l’eventuale saldo residuo del mutuo. Dal 2026 è disponibile anche la DSU precompilata, attivabile tramite app Inps, che semplifica il processo recuperando molti dati in automatico.
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