di Corinna Pindaro
I pianeti erranti non orbitano attorno a nessuna stella. Scopri come si formano, perché vagano nello spazio e come vengono individuati dagli astronomi
Per molto tempo si è dato per scontato che ogni pianeta dovesse ruotare attorno a una stella. Le scoperte più recenti hanno però ribaltato questa certezza, rivelando l’esistenza di pianeti che viaggiano nello spazio profondo senza appartenere ad alcun sistema stellare. Questi corpi celesti, detti pianeti erranti o vagabondi, attraversano la galassia in completa solitudine, privi di una stella che li illumini o ne governi l’orbita.
Oggetti oscuri e difficili da individuare
La natura stessa dei pianeti erranti li rende estremamente elusivi. Non emettono luce propria e non riflettono quella di una stella vicina, rendendoli praticamente invisibili ai metodi di osservazione tradizionali. Per gli astronomi intercettarli è una vera sfida, poiché la loro presenza non lascia tracce evidenti nel cielo notturno. Eppure, nonostante il loro aspetto discreto, questi pianeti possono rivelarsi attraverso un fenomeno sottile ma potente: la gravità.
La scoperta grazie alla lente gravitazionale
Nel maggio del 2024 un gruppo di ricercatori ha individuato un pianeta errante osservando un leggerissimo aumento della luminosità di una stella lontanissima. Questo effetto, quasi impercettibile, è stato causato dalla deformazione della luce prodotta dal campo gravitazionale del pianeta di passaggio. Il fenomeno, noto come microlente gravitazionale, rappresenta uno dei pochi strumenti disponibili per individuare oggetti cosmici così isolati.
L’evento è stato registrato sia da telescopi terrestri sia da un osservatorio spaziale, permettendo di combinare le osservazioni e ottenere una stima attendibile delle caratteristiche del pianeta.
L’identikit di un pianeta solitario
Dalle analisi è emerso che il pianeta errante ha dimensioni poco inferiori a quelle di Saturno e si trova a circa 10.000 anni luce dalla Terra, in direzione della regione centrale della Via Lattea. Oltre a queste informazioni, però, il suo viaggio rimane avvolto nel mistero: non è possibile stabilire da dove provenga né quale sia la sua destinazione finale.
Ciò che rende questa scoperta particolarmente rilevante è il livello di dettaglio raggiunto. In passato erano già stati individuati altri pianeti vaganti, ma raramente era stato possibile descriverli con una precisione simile.
Un esilio cosmico ancora da spiegare
Gli scienziati ipotizzano che questi pianeti non nascano isolati, ma si formino all’interno di normali sistemi planetari. Successivamente, a causa di eventi dinamici violenti, possono essere espulsi e condannati a vagare nello spazio interstellare. Interazioni gravitazionali con altri pianeti o la presenza di due stelle nello stesso sistema potrebbero destabilizzare le orbite e scagliare un pianeta lontano dalla propria “casa”.
Nel caso specifico, l’elevata velocità osservata suggerisce che il pianeta possa provenire da un sistema binario, noto per la sua instabilità orbitale.
Il valore scientifico dei pianeti erranti
Sebbene sembrino irrilevanti per la vita, i pianeti erranti offrono indizi preziosi sull’evoluzione dei sistemi planetari e sulle dinamiche che regolano la galassia. Nel loro silenzioso attraversare il cosmo, questi mondi oscuri riescono comunque a lasciare un’impronta, stimolando domande e ipotesi nella mente di chi osserva l’universo da un remoto angolo della Via Lattea.
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