di Emilia Morelli
Macron, Starmer e Zelensky firmano a Parigi una dichiarazione per una forza multinazionale post-cessate il fuoco in Ucraina. Italia favorevole alle garanzie, ma senza invio di truppe
Al termine del vertice parigino della Coalizione dei Volenterosi, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno sottoscritto una dichiarazione d’intenti sul dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia.
Il documento, firmato pubblicamente all’Eliseo prima della conferenza stampa conclusiva, definisce l’obiettivo della missione come una forma di “riassicurazione” per Kiev nella fase immediatamente successiva alla tregua. Il testo finale non fissa scadenze né dettagli operativi, ma sancisce l’impegno politico a continuare il lavoro per rendere concreta la creazione della forza.
Il ruolo degli Stati Uniti e il coordinamento militare
Secondo quanto spiegato da Macron, i meccanismi di monitoraggio del cessate il fuoco saranno guidati dagli Stati Uniti, con il contributo di diversi Paesi che hanno già manifestato la propria disponibilità. Accanto a questo, è prevista la creazione di una cellula di coordinamento tra gli eserciti coinvolti, pensata per garantire un collegamento stabile tra la Coalizione dei Volenterosi, Washington e Kiev.
In questo quadro, Regno Unito e Francia hanno annunciato l’intenzione di istituire hub militari direttamente in Ucraina dopo la fine delle ostilità, con l’obiettivo di facilitare il coordinamento logistico e operativo della forza multinazionale.
Zelensky: “Documenti concreti, non solo parole”
Per Zelensky, la Dichiarazione di Parigi rappresenta un passo avanti sostanziale. Il presidente ucraino ha definito il testo “molto concreto”, sottolineando come l’Ucraina disponga già di indicazioni chiare sui Paesi coinvolti e sui contributi previsti.
Zelensky ha inoltre parlato di progressi nei colloqui con la delegazione statunitense sul monitoraggio della pace, evidenziando come Kiev voglia farsi trovare pronta nel momento in cui la diplomazia riuscirà a tradurre i negoziati in una tregua effettiva.
La linea dell’Italia: sostegno senza truppe
La posizione italiana è stata ribadita dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, presente al vertice di Parigi insieme a Zelensky e ai rappresentanti degli Stati Uniti. Roma continuerà a sostenere la sicurezza dell’Ucraina, ma esclude l’invio di truppe sul terreno.
In una nota di Palazzo Chigi si sottolinea come l’Italia condivida il principio della volontarietà della partecipazione alla forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali nazionali per qualsiasi decisione futura. Questi elementi, richiamati anche nella dichiarazione finale, vengono considerati coerenti con la linea mantenuta dal governo italiano fin dall’inizio del conflitto.
Garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 Nato
Secondo Palazzo Chigi, il vertice ha avuto un carattere “costruttivo e concreto” e ha confermato un’ampia convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Paesi europei e altri partner. Al centro del confronto c’è stato l’affinamento di garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 della NATO, una proposta sostenuta da tempo dall’Italia.
Queste garanzie dovrebbero rientrare in un pacchetto più ampio di intese, da definire in stretto coordinamento con Washington, per tutelare la sovranità e l’indipendenza ucraina. Il sistema includerebbe un meccanismo strutturato di monitoraggio della tregua e un rafforzamento delle forze armate di Kiev.
Le aperture della Spagna e le divisioni europee
Diversa la posizione del premier spagnolo Pedro Sánchez, che a Parigi ha aperto alla possibilità di un contributo diretto di militari spagnoli a una missione di mantenimento della pace in Ucraina. Sánchez ha ricordato come la Spagna abbia già partecipato a missioni analoghe in altre aree del mondo, sostenendo che un impegno in Europa non dovrebbe essere escluso a priori.
Questa differenza di approccio evidenzia come, pur nella convergenza politica sul sostegno a Kiev, restino sfumature significative tra i Paesi europei sul grado di coinvolgimento militare diretto.
La bozza della dichiarazione e le reazioni russe
Secondo una bozza del documento circolata sui media britannici, la forza multinazionale dovrebbe operare in aria, mare e terra, garantendo misure di protezione del cessate il fuoco e contribuendo alla rigenerazione delle forze armate ucraine, affidata in larga parte all’Europa. Gli Stati Uniti parteciperebbero con capacità chiave come intelligence e logistica, impegnandosi a sostenere la forza in caso di nuove aggressioni.
La Russia ha già espresso la propria contrarietà a qualsiasi presenza riconducibile alla Nato sul territorio ucraino per il monitoraggio della tregua, un nodo che resta uno dei principali ostacoli politici a una soluzione condivisa.
Macron: “Un giorno storico per l’Europa”
A chiudere la giornata è stato Macron, che ha definito il vertice “storico per l’Ucraina e per l’Europa”. Un giudizio che riflette l’ambizione politica della Coalizione dei Volenterosi: preparare il terreno a una pace che, se arriverà, non lasci Kiev priva di garanzie in un contesto geopolitico ancora profondamente instabile.
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