di Carlo Longo
Dopo l’incendio di Capodanno a Crans-Montana, il Comune riconosce l’assenza di ispezioni per sei anni nel bar Le Constellation. Indagini in corso, nuove misure di sicurezza e inchiesta parallela a Parigi
A cinque giorni dalla tragedia che ha sconvolto Crans-Montana, l’amministrazione comunale ha ammesso pubblicamente una grave omissione. Durante una conferenza stampa molto partecipata, convocata nel centro congressi Regent, il Comune ha riconosciuto che il bar Le Constellation non è stato sottoposto ad alcun controllo di sicurezza periodico per sei anni consecutivi, dal 2020 al 2025.
Un’ammissione pesante, arrivata nello stesso luogo che nei giorni scorsi aveva accolto le famiglie dei giovani coinvolti nell’incendio di Capodanno, costato la vita a 40 persone e provocato 116 feriti.
“Gravi mancanze”: le parole dell’amministrazione
Il sindaco Nicolas Fèraud ha parlato apertamente di “gravi carenze” nei controlli. L’amministrazione ha spiegato che, nonostante nel solo 2025 siano state effettuate oltre 14mila verifiche antincendio su altri esercizi, il locale poi distrutto dalle fiamme non era stato ispezionato per un lungo arco di tempo.
Dai documenti comunali risulta inoltre che la capienza autorizzata fosse di 200 persone complessive, suddivise tra piano terra e seminterrato. Un dato ora al centro delle verifiche investigative.
I proprietari: “Siamo devastati dal dolore”
In una nota diffusa dai media svizzeri, i proprietari del locale, Jessica Moretti e Jacques Moretti, hanno espresso profondo dolore per quanto accaduto. Hanno descritto una notte in cui un luogo di festa si è trasformato in uno scenario di terrore, rivolgendo un pensiero costante alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie.
I due hanno ringraziato pubblicamente forze dell’ordine, soccorritori e personale sanitario, definendo il loro intervento eroico, e hanno manifestato solidarietà ai dipendenti del locale, precisando che le indagini in corso impediscono contatti diretti.
La visita di Giorgia Meloni ai feriti
Nel frattempo, prima di recarsi a Parigi per un vertice internazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto tappa a Milano per visitare alcuni dei feriti ricoverati all’ospedale Niguarda.
La premier ha incontrato i familiari dei giovani, esprimendo la vicinanza del governo italiano e ringraziando medici e infermieri per l’assistenza prestata in queste giornate drammatiche.
Il sindaco: “Non mi dimetto, deciderà la giustizia”
Durante la conferenza stampa, Fèraud ha escluso categoricamente l’ipotesi di dimissioni. Ha spiegato di non voler “abbandonare la nave durante la tempesta” e di rimettersi alle decisioni della magistratura per stabilire eventuali responsabilità politiche e amministrative.
Il sindaco ha respinto ogni sospetto di corruzione o legami personali tra ispettori comunali e proprietari del locale, ammettendo però di non essere in grado di spiegare perché i controlli non siano stati effettuati per così tanto tempo.
I video e la “cultura del rischio”
Uno dei punti più delicati emersi riguarda l’uso di dispositivi pirotecnici all’interno del locale. I vertici comunali hanno dichiarato di non aver mai ricevuto segnalazioni in merito e di essere rimasti scioccati dalla visione di un video risalente a un Capodanno precedente, in cui si vedevano pratiche potenzialmente pericolose.
Secondo l’amministrazione, quelle immagini dimostrerebbero una gestione imprudente e una “cultura del rischio sconsiderato” che avrebbe messo in pericolo clienti e personale, andando oltre ogni possibilità di controllo ordinario.
Sicurezza e responsabilità: le spiegazioni del Comune
Il Comune ha inoltre precisato di non avere competenza diretta sui materiali interni degli esercizi pubblici, come nel caso dei rivestimenti del soffitto del bar. I lavori interni, secondo l’amministrazione, non richiedevano autorizzazioni comunali, mentre l’unico permesso rilasciato nel 2015 riguardava una veranda esterna.
Per quanto riguarda le dotazioni antincendio, il sindaco ha affermato che, in base alle dimensioni del locale, non era obbligatorio un sistema di allarme antincendio e che sarebbe stato sufficiente un estintore, una valutazione che ora suscita forti polemiche.
Le misure immediate annunciate
Dopo l’ammissione delle carenze, il Consiglio comunale ha annunciato una serie di provvedimenti urgenti. Tra questi, l’incarico a un ufficio esterno specializzato per controllare tutti gli esercizi pubblici del Comune, includendo anche aspetti non obbligatori per legge, e il divieto assoluto di qualsiasi dispositivo pirotecnico nei luoghi chiusi su tutto il territorio comunale.
L’amministrazione ha ribadito di essere al fianco delle vittime e delle loro famiglie e di voler fare tutto il possibile affinché una simile tragedia non si ripeta.
L’inchiesta parallela avviata in Francia
Alla complessa indagine svizzera si affianca ora un’inchiesta “specchio” aperta dalla procura di Parigi. La procuratrice Laure Beccuau ha spiegato che l’obiettivo è assistere le famiglie francesi coinvolte, garantendo loro un interlocutore diretto e facilitando il coordinamento con le autorità elvetiche.
Le responsabilità restano al vaglio degli inquirenti, mentre Crans-Montana continua a fare i conti con una ferita profonda che ha segnato per sempre la comunità locale.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Strage di Capodanno a Crans-Montana: il Comune ammette sei anni senza controlli nel locale incendiato proviene da Associated Medias.

