di Mario Tosetti

Circa 680 italiani non riescono a rientrare da Sharm El-Sheikh e dall’isola di Socotra. Tra guasti tecnici e tensioni armate, Farnesina e ambasciate al lavoro per i rimpatri

Sharm El-SheikhSono ore di attesa e incertezza per circa 680 turisti italiani rimasti bloccati in due destinazioni agli antipodi: la località egiziana di Sharm El-Sheikh e l’isola di Socotra nel mare Arabico. In entrambi i casi i viaggiatori non riescono a rientrare in Italia, ma per ragioni profondamente diverse.

Nel primo scenario pesa un problema tecnico che ha interrotto i collegamenti aerei, nel secondo una crisi di sicurezza legata al conflitto in Yemen, che ha bloccato completamente i voli civili.

Sharm El-Sheikh: guasto tecnico e centinaia di italiani in attesa

Nella rinomata località sul Mar Rosso si trovano circa 600 connazionali. I disagi sono iniziati dopo la cancellazione di tre voli commerciali diretti a Milano, avvenuta in seguito a un malfunzionamento dei sistemi di comunicazione che ha portato alla sospensione temporanea del traffico aereo in partenza dalla Grecia.

Per fronteggiare l’emergenza, l’Ambasciata d’Italia al Cairo ha inviato due funzionari sul posto con il compito di assistere i turisti e coordinare le operazioni di rientro. Un primo gruppo di circa 90 passeggeri, in gran parte clienti Alpitour, dovrebbe ripartire nelle prossime ore grazie a un volo straordinario della compagnia Neos, sul quale saranno imbarcati anche altri italiani.

La Farnesina ha assicurato che l’assistenza è continua, sia per le sistemazioni temporanee sia per l’individuazione di ulteriori soluzioni di viaggio.

Socotra: i voli sospesi per gli scontri nello Yemen

Molto più delicata la situazione a Socotra, dove secondo fonti locali si trovano oltre 400 turisti stranieri impossibilitati a lasciare l’isola. Tra questi, circa 80 sono italiani, ospitati tra strutture alberghiere e campeggi.

I collegamenti aerei sono stati sospesi a causa degli scontri scoppiati nello Yemen meridionale tra truppe governative e forze separatiste, che hanno di fatto paralizzato i movimenti nello spazio aereo della regione. Il vice governatore dell’isola, Yahya bin Afrar, ha confermato che i voli sono stati cancellati, precisando però che le condizioni dei turisti sono buone.

Anche in questo caso la Farnesina, attraverso l’Unità di crisi e l’Ambasciata d’Italia a Riad, è in contatto con i tour operator per organizzare il rientro dei connazionali da una delle aree più remote e fragili del Medio Oriente.

L’avvertimento ignorato sui viaggi in Yemen

La vicenda di Socotra riporta l’attenzione sugli avvisi ufficiali ai viaggiatori. Sul portale “Viaggiare Sicuri”, la Farnesina sconsiglia in modo esplicito ogni spostamento in Yemen, compresa l’isola di Socotra, ritenuta sì più tranquilla rispetto al resto del Paese, ma comunque inserita in un contesto ad alto rischio.

Nonostante l’avvertimento, decine di italiani hanno scelto di partire, attratti dall’unicità naturalistica dell’isola. Le nuove tensioni hanno però dimostrato quanto la situazione possa cambiare rapidamente, trasformando una vacanza esotica in un’attesa forzata.

Attesa e assistenza diplomatica

In entrambi i casi le autorità italiane assicurano che l’obiettivo è garantire il rientro in sicurezza di tutti i connazionali nel più breve tempo possibile. Tra voli straordinari, coordinamento diplomatico e monitoraggio costante delle condizioni locali, resta alta l’attenzione su una situazione che coinvolge centinaia di famiglie in attesa di notizie.

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