di Carlo Longo
Dopo l’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela, la FAA ha imposto restrizioni allo spazio aereo caraibico. Centinaia di voli cancellati, disagi per i passeggeri e stop ai rientri dalle vacanze
La comunicazione è arrivata improvvisamente, poche ore dopo il blitz statunitense in Venezuela, sorprendendo migliaia di viaggiatori pronti a rientrare a casa dalle
vacanze nei Caraibi. La Federal Aviation Administration ha ordinato alle compagnie aeree commerciali di evitare lo spazio aereo caraibico, motivando la decisione con una situazione definita “potenzialmente pericolosa” nel contesto delle operazioni militari avviate per la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Nel tardo pomeriggio, il segretario ai Trasporti statunitense Sean Duffy ha annunciato che le restrizioni sarebbero decadute alla mezzanotte di sabato, ora della costa orientale americana, consentendo la ripresa delle normali operazioni a partire da domenica. Nonostante ciò, i disagi restano diffusi e molte compagnie hanno deciso di eliminare le penali per la modifica o la cancellazione dei biglietti.
Centinaia di voli cancellati e rotte modificate
La giornata di sabato è stata particolarmente critica. Secondo i dati di FlightRadar24, nessun volo ha sorvolato il Venezuela e le principali compagnie aeree hanno cancellato centinaia di collegamenti nell’area caraibica orientale. Le destinazioni maggiormente colpite includono Porto Rico, le Isole Vergini e Aruba, dove numerosi voli sono stati annullati o rinviati.
JetBlue ha cancellato circa 215 voli, mentre United e Southwest hanno rivisto orari e tratte. American Airlines ha annunciato la rinuncia alle penali di cambio rotta per i voli diretti verso una ventina di isole caraibiche. La FAA ha inoltre imposto una restrizione temporanea anche sull’aeroporto internazionale di Porto Rico, aggravando ulteriormente la situazione.
Effetti anche sulle rotte intercontinentali
Le conseguenze delle restrizioni non si sono limitate ai voli regionali. Da domenica mattina si registrano tempi di percorrenza più lunghi anche su alcune rotte intercontinentali. Lufthansa ha comunicato un allungamento dei tempi di volo sulla tratta Francoforte–Bogotà, che passa da circa 11 ore e 30 minuti a quasi 12 ore.
La compagnia tedesca ha precisato di non utilizzare lo spazio aereo venezuelano da mesi e di stare evitando anche altre aree chiuse con scarso preavviso, mentre i restanti collegamenti verso il Sud America proseguono regolarmente secondo l’orario previsto.
Vacanze interrotte anche per le star di Hollywood
Tra i viaggiatori rimasti bloccati figura anche Leonardo DiCaprio, costretto a rinunciare alla sua presenza al gala di premiazione del Palm Springs International Film Festival. Secondo quanto riportato dalla stampa americana, l’attore non è riuscito a lasciare l’isola di St. Barts, dove stava trascorrendo le vacanze con amici e familiari, tra cui Jeff Bezos e Lauren Sanchez.
DiCaprio avrebbe dovuto ricevere il Desert Palm Achievement Award per la sua interpretazione nel film One Battle After Another, ma le restrizioni sui voli gli hanno impedito di raggiungere la California in tempo.
Incertezza sui prossimi giorni
Nonostante l’annuncio della fine delle restrizioni, resta poco chiaro quanto rapidamente il traffico aereo tornerà alla normalità. Il rischio è che nei prossimi giorni persistano ritardi e difficoltà nel rientro di molti turisti americani ed europei ancora presenti nei Caraibi per le festività.
La crisi dimostra come le tensioni geopolitiche possano avere ripercussioni immediate anche sul traffico civile, trasformando una vacanza di fine anno in un’attesa forzata tra aeroporti, cancellazioni e piani di viaggio da rivedere.
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L’articolo Caos voli nei Caraibi dopo il blitz Usa in Venezuela: spazio aereo evitato e centinaia di cancellazioni proviene da Associated Medias.

