di Emilia Morelli

Donald Trump difende l’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela e annuncia l’arresto di Nicolás Maduro. Washington pronta ad amministrare il Paese e a intervenire sul settore petrolifero
Dopo i primi messaggi diffusi sui social e un’intervista concessa all’emittente conservatrice Fox News, Donald Trump si è presentato davanti ai giornalisti alla Casa Bianca per chiarire i contorni dell’azione militare avviata dagli Stati Uniti in Venezuela. Il leader repubblicano ha descritto l’operazione come un impiego di forza senza precedenti negli ultimi decenni, paragonandola ad alcuni dei più noti interventi militari americani degli ultimi anni. Trump ha rivendicato il successo dell’azione, sottolineando che non si sarebbero registrate vittime statunitensi.
Secondo il suo racconto, l’operazione avrebbe dimostrato la superiorità militare americana, capace di colpire con rapidità e precisione obiettivi strategici, aprendo una nuova fase nei rapporti tra Washington e Caracas.
La cattura di Maduro e le accuse della giustizia americana
Nel corso della conferenza stampa, Trump ha confermato la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, avvenuta durante un’operazione notturna che avrebbe coinvolto anche la moglie. Entrambi, secondo quanto dichiarato, sarebbero ora sotto la custodia delle autorità statunitensi e chiamati a rispondere davanti alla giustizia americana.
L’ex presidente Usa ha parlato di accuse formali presentate a New York, legate a un presunto sistema di narco-terrorismo sostenuto dal vertice del regime venezuelano. Trump ha insistito sull’esistenza di prove definite “schiaccianti”, che giustificherebbero l’azione intrapresa dagli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti e la gestione della fase di transizione
Uno dei passaggi più delicati riguarda il futuro del Venezuela. Trump ha annunciato che Washington è pronta ad assumere temporaneamente la gestione del Paese, con l’obiettivo dichiarato di accompagnarlo verso una transizione definita “giusta e legale”. Pur affermando di non voler influenzare direttamente il risultato delle future elezioni, l’ex presidente ha chiarito che, nell’immediato, l’amministrazione del territorio sarà affidata agli Stati Uniti.
Nel rispondere alle domande dei cronisti, Trump non ha escluso il dispiegamento di truppe sul terreno e ha anticipato la nomina di figure incaricate di coordinare la fase di governo transitorio. In questo contesto, ha citato il coinvolgimento del segretario di Stato Marco Rubio, impegnato nei contatti con la vicepresidente venezuelana per garantire una gestione ordinata della crisi.
Il giudizio sull’opposizione venezuelana
Interpellato sul ruolo dell’opposizione, Trump ha espresso un giudizio critico su María Corina Machado, figura di primo piano nella politica venezuelana. Secondo l’ex presidente americano, la leader non disporrebbe del consenso e dell’autorevolezza necessari per guidare il Paese in questa fase complessa, lasciando intendere che la transizione dovrà passare attraverso altri equilibri politici.
Il nodo strategico del petrolio venezuelano
Durante l’incontro con la stampa, Trump ha affrontato apertamente anche la questione energetica. Le immense riserve petrolifere del Venezuela rappresentano un elemento centrale dell’interesse statunitense. L’ex presidente ha dichiarato che le compagnie americane sono pronte a investire ingenti capitali per ripristinare e modernizzare le infrastrutture petrolifere del Paese, parlando di miliardi di dollari destinati al settore.
Trump ha inoltre avvertito che gli Stati Uniti restano pronti a nuove azioni militari qualora la situazione lo richiedesse, collegando la stabilità del Venezuela anche agli interessi strategici ed energetici di Washington.
L’operazione “Absolute Resolve” e lo scenario internazionale
L’intervento, avviato nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, è stato denominato “Absolute Resolve”. L’operazione avrebbe coinvolto oltre 150 velivoli e si inserisce in un contesto di tensioni crescenti tra Stati Uniti e Venezuela, alimentate da accuse ripetute contro il regime di Caracas per il presunto sostegno al traffico di droga verso il Nord America.
La cattura di Maduro e l’annuncio di una gestione diretta del Paese da parte degli Usa aprono ora uno scenario internazionale complesso, destinato a suscitare reazioni e polemiche sul piano del diritto internazionale, della sovranità nazionale e degli equilibri geopolitici globali.
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