di Corinna Pindaro
Il nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, finisce al centro delle polemiche dopo l’annullamento di alcuni ordini esecutivi legati a Israele. Reazioni dure da Tel Aviv, mentre il sindaco prova a rassicurare la comunità ebraica
L’inizio del mandato di Zohran Mamdani, primo sindaco musulmano nella storia di New York, è stato immediatamente segnato da forti tensioni politiche e diplomatiche. Nei gruppi social della comunità ebraica newyorkese hanno iniziato a circolare immagini che lo ritraggono con una maglietta rossa recante la scritta “Boicotta Israele”, mentre dal governo israeliano sono arrivate accuse durissime.
Il ministero degli Esteri guidato da Benjamin Netanyahu ha accusato Mamdani di aver alimentato sentimenti antisemiti, sostenendo che le sue prime decisioni rappresentino “benzina gettata su un fuoco già acceso”.
Lo scontro con Israele sulle decisioni amministrative
Le critiche israeliane sono arrivate dopo che il nuovo sindaco ha annullato una serie di ordini esecutivi firmati dal suo predecessore, Eric Adams. Tra questi figurava l’adozione della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che include anche alcune forme di critica allo Stato di Israele.
Secondo il ministero degli Esteri israeliano, la revoca rappresenterebbe un passo indietro nella lotta all’antisemitismo. In un messaggio pubblicato su X, Tel Aviv ha accusato Mamdani di aver mostrato fin dal primo giorno “il suo vero volto”, criticandolo per aver eliminato le restrizioni contro il boicottaggio di Israele.
La spiegazione del nuovo sindaco
In realtà, la decisione di Mamdani rientra in un provvedimento più ampio: l’annullamento di tutti gli atti esecutivi firmati dal suo predecessore dopo il 26 settembre 2024, data in cui Eric Adams era stato formalmente incriminato per corruzione, prima che le accuse venissero archiviate a seguito di un controverso accordo con l’amministrazione Trump.
Lo staff del nuovo sindaco ha spiegato che la scelta aveva l’obiettivo di “segnare una netta discontinuità” e di avviare una nuova fase amministrativa. Tra gli atti revocati figura anche quello che impediva ai funzionari responsabili dei fondi pensione municipali di valutare disinvestimenti legati a Israele, nonché una direttiva che incaricava la polizia di regolamentare le proteste nei pressi dei luoghi di culto.
Il caso delle manifestazioni e il ruolo della polizia
Uno degli ordini cancellati era stato emanato dopo alcune proteste davanti a una sinagoga nell’Upper East Side. Il provvedimento affidava alla capo della polizia, Jessica Tisch – confermata nel ruolo da Mamdani – il compito di valutare nuove regole per le manifestazioni nei pressi dei luoghi religiosi. Secondo alcuni osservatori, quella misura era stata pensata anche per creare difficoltà politiche al futuro sindaco.
Il messaggio di inclusione alla comunità ebraica
Nel suo discorso inaugurale, Mamdani ha cercato di rassicurare la comunità ebraica newyorkese, richiamando elementi personali e culturali. Ha ricordato la propria crescita in una città multiculturale, citando con ironia la tradizione dei “bagel con il salmone”, simbolo della cultura ebraico-americana.
Durante la cerimonia di insediamento, Mamdani ha giurato sul Corano alla presenza del senatore Bernie Sanders e ha invitato esponenti della comunità ebraica che non lo avevano sostenuto durante la campagna elettorale, in un gesto di apertura politica.
“Nessuno spazio per l’antisemitismo”
Nel suo primo discorso da sindaco, Mamdani ha ribadito che la lotta contro l’antisemitismo resta una priorità per la sua amministrazione. Ha confermato che l’ufficio comunale dedicato al contrasto dell’odio antiebraico resterà operativo e rafforzato.
“Chiunque sia un newyorkese può contare su di me – ha dichiarato –. Non c’è spazio per l’odio nella nostra città”. Un messaggio che punta a smorzare le polemiche e a ricucire i rapporti con una comunità profondamente scossa dal dibattito politico di questi giorni.
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L’articolo New York, tensioni dopo l’insediamento di Mamdani: polemiche su Israele e accuse di antisemitismo proviene da Associated Medias.

