di Carlo Longo

Silvio Garattini critica il boom degli integratori alimentari in Italia: “Nessuna prova scientifica della loro efficacia”. Il mercato vale 5 miliardi l’anno, ma manca un’informazione corretta

grattiniIl mercato degli integratori alimentari in Italia continua a crescere senza sosta, superando i 5 miliardi di euro l’anno. Un fenomeno che lascia perplesso Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano e da sempre impegnato nella promozione dell’uso corretto dei farmaci.

Secondo Garattini, il successo di questi prodotti non è legato a reali benefici per la salute, ma a una comunicazione aggressiva che spinge i consumatori a credere in effetti che, dal punto di vista scientifico, non sono dimostrati.

“Non ci sono prove della loro efficacia”

Per il farmacologo, gli integratori non offrono reali vantaggi clinici. «Si tratta perlopiù di vitamine o di sostanze vegetali – spiega – ma non esistono studi che dimostrino benefici concreti sulla salute, sulla prevenzione delle malattie o sul miglioramento della qualità della vita».

Secondo Garattini, ciò che realmente alimenta il mercato è una pubblicità martellante, particolarmente diffusa anche online, che spinge all’acquisto promettendo risultati non supportati da evidenze scientifiche.

Pubblicità ingannevole e scarsa informazione

Il problema, sottolinea l’esperto, è che la comunicazione sugli integratori suggerisce effetti che non possono essere garantiti, come il rafforzamento del sistema immunitario, il rallentamento dell’invecchiamento o la riduzione del dolore. «Messaggi di questo tipo andrebbero limitati o vietati», afferma.

A differenza dei farmaci, la cui pubblicità è regolamentata, gli integratori non sono soggetti agli stessi controlli. Secondo Garattini servirebbe un organismo indipendente capace di vigilare sui messaggi promozionali e fornire informazioni chiare ai cittadini.

Il ruolo delle istituzioni

Secondo il fondatore del Mario Negri, anche le istituzioni dovrebbero assumere un ruolo più attivo. «Aifa e Ministero della Salute dovrebbero intervenire per chiarire che questi prodotti non hanno valore terapeutico. Invece si assiste a una sorta di assuefazione culturale che finisce per danneggiare i cittadini».

Questa mancanza di chiarezza favorisce la diffusione di convinzioni errate e spinge molte persone a spendere denaro per prodotti inutili.

Perché gli italiani ne fanno largo uso

Alla base del successo degli integratori, secondo Garattini, c’è l’idea diffusa che possano compensare stili di vita scorretti o abitudini dannose come una cattiva alimentazione, il fumo o il consumo di alcol. In realtà, spiega, «non risolvono nulla».

In altri casi vengono acquistati da chi non ha ottenuto benefici da terapie farmacologiche e spera di trovare una soluzione alternativa, senza però risultati concreti.

Medici, farmacie e un sistema confuso

Un altro elemento critico riguarda il ruolo di medici e farmacisti. «Molti professionisti li consigliano – osserva Garattini – e questo contribuisce a rafforzare l’idea che siano utili». Secondo lui, le farmacie dovrebbero essere luoghi di educazione sanitaria, ma spesso si trasformano in spazi di vendita dove si trova di tutto.

Prezzi alti e poche regole

Gli elevati costi degli integratori non derivano da investimenti in ricerca o sperimentazione clinica, ma da dinamiche di mercato. A differenza dei farmaci, non richiedono procedure autorizzative complesse, né studi clinici approfonditi.

«Non esiste una vera autorità che li valuti prima della commercializzazione – conclude Garattini – e questo favorisce un sistema in cui si vendono prodotti costosi senza reali benefici».

Un sistema che alimenta confusione

Secondo l’esperto, la combinazione tra diffusione degli integratori, liberalizzazione dei farmaci da banco e mancato aggiornamento del prontuario terapeutico ha creato un contesto confuso, in cui i cittadini acquistano sempre di più senza reali certezze scientifiche.

Un fenomeno destinato a crescere se non verranno introdotti controlli più rigorosi e una corretta informazione pubblica.

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L’articolo Garattini contro gli integratori: “Non servono, sono spinti dalla pubblicità e creano false illusioni” proviene da Associated Medias.