di Emilia Morelli

Arrestato Mohammed Hannoun, ex presidente di un’importante associazione palestinese in Italia. Secondo l’antiterrorismo avrebbe finanziato Hamas con oltre 10 milioni di euro attraverso una rete internazionale

hamasÈ stato arrestato Mohammed Hannoun, figura di primo piano del mondo associativo palestinese in Italia, accusato di aver finanziato direttamente Hamas. Secondo la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, l’uomo avrebbe trasferito oltre dieci milioni di euro all’organizzazione considerata terroristica dall’Unione europea, creando una vera e propria rete operativa nel nostro Paese.

Hannoun, noto per i suoi contatti istituzionali e per essere stato in più occasioni ospite in contesti politici ufficiali, era finito da tempo sotto osservazione. L’operazione ha portato all’arresto complessivo di nove persone e al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre otto milioni di euro.

L’operazione e le indagini

L’intervento è stato coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova ed eseguito dalla Digos, con il supporto della Direzione centrale della Polizia di prevenzione e della Guardia di Finanza. Le indagini hanno coinvolto anche autorità estere, in particolare nei Paesi Bassi, attraverso una cooperazione giudiziaria internazionale e il coordinamento di Eurojust.

L’inchiesta ha preso avvio dall’analisi di segnalazioni per operazioni finanziarie sospette ed è proseguita con intercettazioni, controlli sui flussi di denaro, acquisizioni documentali e attività sotto copertura.

Le accuse: una rete di finanziamento per Hamas

Secondo gli inquirenti, Hannoun avrebbe guidato per oltre vent’anni una struttura organizzata per la raccolta fondi formalmente destinati ad attività umanitarie, ma in realtà utilizzati per sostenere Hamas. Oltre il 70% delle somme raccolte sarebbe stato destinato direttamente o indirettamente all’organizzazione, anche attraverso associazioni considerate illegali dalle autorità israeliane.

A lui vengono attribuiti trasferimenti per oltre 7,2 milioni di euro, soprattutto successivi al 7 ottobre 2023. Gli investigatori lo indicano come vertice del comparto estero di Hamas e capo della cellula operante in Italia.

Gli altri indagati e i ruoli nella rete

Tra le persone arrestate figurano anche altri presunti membri della rete, ritenuti responsabili della gestione operativa, della propaganda e del trasferimento dei fondi. Tra loro vi sarebbero esponenti impegnati nelle attività logistiche, nella raccolta fondi e nei collegamenti internazionali.

Tra i nomi citati dagli inquirenti figura anche quello di Osama Alisawi, ex ministro del governo di fatto di Hamas a Gaza, indicato come destinatario di parte delle somme e in costante contatto con gli altri indagati.

Altre persone sono accusate di concorso esterno nell’associazione terroristica, tra cui referenti territoriali e fondatori di enti ritenuti strumentali al proseguimento delle attività finanziarie, anche dopo il blocco dei canali bancari ufficiali.

Il ruolo delle associazioni e i flussi di denaro

Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe sfruttato associazioni formalmente benefiche per raccogliere fondi destinati alla popolazione civile di Gaza. In realtà, tali risorse sarebbero state convogliate verso strutture legate ad Hamas o utilizzate per sostenere familiari di attentatori e detenuti per terrorismo.

L’indagine avrebbe inoltre fatto emergere l’esistenza di una rete europea strutturata, nella quale la cellula italiana rappresentava un nodo stabile e strategico.

La posizione della difesa

L’avvocato di Hannoun, Dario Rossi, ha riferito che il suo assistito si trovava in Questura mentre veniva eseguita la perquisizione della sua abitazione. Secondo il legale, sono stati sequestrati documenti, materiale informatico e denaro contante.

Rossi ha ricordato di aver chiesto in passato misure di protezione per il suo assistito, sostenendo che fosse oggetto di una forte esposizione mediatica e di presunte minacce. “Aveva paura per la propria sicurezza – ha dichiarato – ma invece della protezione è arrivato l’arresto”.

Le prossime fasi dell’inchiesta

Hannoun dovrebbe essere trasferito nel carcere di Marassi, dove è prevista l’udienza di convalida davanti al giudice Silvia Carpanini. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete di contatti e i flussi finanziari internazionali collegati al presunto sistema di finanziamento.

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