di Mario Tosetti

La riduzione del numero dei deputati non ha portato ai risparmi attesi. I dati della Camera mostrano costi in crescita e una spesa pro capite più alta. Più lineare invece la situazione al Senato

La riforma che ha ridotto il numero dei deputati da 630 a 400 doveva rappresentare una svolta verso una politica più snella ed economicamente sostenibile. Tuttavia, deputatia distanza di tempo, i numeri raccontano una realtà diversa. I dati ufficiali del bilancio della Camera dei deputati mostrano che la promessa di un risparmio significativo non si è concretizzata, mentre la spesa complessiva continua a crescere.

Secondo le elaborazioni sui documenti contabili di Montecitorio, nel periodo compreso tra il 2017 e il 2021 la spesa annua si attestava intorno a 1,03 miliardi di euro. Nel triennio successivo, tra il 2022 e il 2024, la media è invece salita a circa 1,29 miliardi di euro.

Nel 2024 spesa a quota 1,26 miliardi

Nel solo 2024, la Camera dei deputati ha impegnato complessivamente circa 1,26 miliardi di euro. Di questi, circa 967 milioni sono riconducibili alle attività funzionali, un dato che spesso viene confuso con il totale complessivo ma che in realtà rappresenta solo una parte della spesa reale.

Nel complesso, dunque, il bilancio non mostra una riduzione strutturale dei costi. Al contrario, l’andamento indica una crescita lenta ma costante della spesa complessiva, nonostante la diminuzione del numero dei parlamentari.

Meno deputati, ma spesa pro capite più alta

Uno degli effetti più evidenti della riforma riguarda l’aumento del costo per singolo parlamentare. La riduzione dei seggi non ha comportato un taglio proporzionale delle risorse destinate al funzionamento dell’istituzione.

Un esempio è rappresentato dal contributo unico destinato ai gruppi parlamentari, che si mantiene stabile intorno ai 30,9 milioni di euro. Con un numero inferiore di deputati, la quota disponibile per ciascun eletto risulta inevitabilmente più elevata.

La difesa del Movimento 5 Stelle

A difendere la riforma interviene il questore della Camera Filippo Scerra, esponente del Movimento 5 Stelle, forza politica che ha promosso con maggiore convinzione il taglio dei parlamentari. Secondo Scerra, senza la riforma la spesa complessiva sarebbe stata ancora più alta.

A suo giudizio, il taglio avrebbe consentito una riduzione diretta di circa 50 milioni di euro, legata soprattutto alla diminuzione delle indennità dei parlamentari non più in carica. L’aumento dei costi registrato in altri capitoli di bilancio, spiega, sarebbe invece legato all’inflazione e all’aumento generale dei prezzi, in particolare nel biennio 2021-2022.

La posizione di Fratelli d’Italia

Sulla stessa linea si colloca il questore di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, secondo il quale la gestione economica della Camera rimane complessivamente virtuosa. Nonostante l’inflazione e la ripresa delle assunzioni dopo anni di blocco, la spesa complessiva non avrebbe subito incrementi significativi.

Secondo Trancassini, i dati dimostrerebbero una sostanziale stabilità dei costi, segno di una gestione attenta delle risorse pubbliche.

Al Senato conti più stabili

Diversa appare invece la situazione a Palazzo Madama. Al netto degli effetti dell’inflazione, il bilancio del Senato mostra una maggiore stabilità. La dotazione prevista per il 2025 è pari a 505 milioni di euro, lo stesso importo stanziato nel 2011.

Dal 2012 a oggi, la spesa complessiva del Senato si è ridotta di circa 460 milioni di euro, anche grazie a una riduzione strutturale della dotazione annua pari a 21,6 milioni per quattordici anni consecutivi.

Risparmi e nuovi interventi strutturali

Nel periodo più recente, i risparmi derivanti dai processi di razionalizzazione sono stati stimati in 12 milioni di euro per gli anni 2018-2020 e 2022, e in circa 10 milioni annui tra il 2023 e il 2025. Dal rendiconto del 2024 emerge inoltre che la spesa effettiva si è fermata sotto i 496 milioni di euro, risultando inferiore alle previsioni iniziali.

Tra gli interventi programmati figura anche la ristrutturazione di alcuni locali nei pressi di Piazza Navona, destinati a diventare un centro visitatori del Senato della Repubblica, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e la fruizione degli spazi istituzionali.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Taglio dei deputati, i costi non diminuiscono: la spesa della Camera resta sopra 1,2 miliardi proviene da Associated Medias.