di Carlo Longo
Islamabad avrebbe firmato un’intesa da oltre 4 miliardi di dollari per fornire armamenti all’Esercito Nazionale Libico di Khalifa Haftar. L’accordo, rivelato da fonti pakistane, include aerei da combattimento, addestramento militare e produzione congiunta
In un’operazione che potrebbe ridisegnare gli equilibri militari nel Nord Africa, il Pakistan avrebbe siglato un accordo da oltre 4 miliardi di dollari con le forze guidate dal generale Khalifa Haftar, leader de facto della Cirenaica. Lo rivela un’esclusiva dell’agenzia Reuters, che cita fonti militari pakistane sotto anonimato.
L’intesa, tra le più consistenti mai sottoscritte da Islamabad nel settore della difesa, sarebbe stata finalizzata durante una visita del capo di stato maggiore dell’esercito pakistano, il generale Asim Munir, avvenuta la scorsa settimana a Bengasi, roccaforte del generale Haftar e centro operativo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA).
Stando a una bozza dell’accordo visionata da Reuters, il pacchetto prevede la fornitura di 16 caccia JF-17 Thunder — sviluppati congiuntamente da Pakistan e Cina — oltre a 12 aerei da addestramento Super Mushak. A questi si aggiungono altri sistemi d’arma destinati a rafforzare le capacità terrestri, navali e aeree del LNA. Le consegne, secondo le stesse fonti, dovrebbero avvenire in più fasi nell’arco di due anni e mezzo.
LNA conferma: firmato un patto militare con Islamabad
La notizia dell’accordo è stata confermata anche dal canale ufficiale dell’LNA, Al-Hadath, che ha parlato di un “patto di cooperazione militare” tra i due Paesi, comprendente vendite di armamenti, programmi di addestramento e produzione congiunta. Un passaggio strategico che potrebbe rafforzare significativamente la posizione di Haftar nel complesso mosaico libico, ancora segnato da divisioni territoriali e instabilità cronica.
L’embargo ONU resta in vigore, ma perde efficacia
L’accordo si inserisce in un contesto delicato. Dal 2011, la Libia è formalmente soggetta a un embargo sulle armi imposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il quale prevede che qualsiasi trasferimento di materiale bellico debba ottenere un’approvazione specifica. Tuttavia, un rapporto ONU pubblicato nel dicembre 2024 ha denunciato l’inefficacia della misura, documentando una serie di violazioni da parte di diversi attori internazionali.
In questo scenario, non è chiaro se il Pakistan abbia richiesto deroghe formali all’embargo. Le autorità di Islamabad non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma secondo le fonti citate da Reuters, la strategia del Paese punta a sfruttare le zone grigie normative per espandere la propria influenza militare ed economica nel mercato globale della difesa.
Islamabad punta sul JF-17 e sulla sua autonomia dall’Occidente
Il velivolo JF-17, cuore dell’accordo con l’LNA, è promosso dal Pakistan come un’alternativa accessibile e priva di vincoli occidentali ai caccia di quarta generazione. In un intervento trasmesso da Al-Hadath, il generale Munir ha citato le prestazioni dell’aviazione pakistana nei recenti scontri con l’India, a maggio, come prova delle capacità operative del mezzo. “Abbiamo dimostrato al mondo la nostra forza tecnologica e militare”, ha affermato.
Per Islamabad, la vendita alla Libia rappresenta anche un’occasione per espandere la propria presenza strategica nel Mediterraneo, in un contesto di crescente competizione tra potenze regionali e internazionali per l’accesso alle risorse energetiche libiche.
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