di Redazione
Un’opera apparsa tra il centro e l’ovest di Londra trova ora conferma ufficiale. Banksy firma un nuovo intervento urbano che riporta al centro del dibattito la condizione dei senzatetto
La conferma è arrivata nelle scorse ore, fugando ogni dubbio: il nuovo murale apparso tra il West End e la zona ovest di Londra è opera di Banksy. A sancirne l’autenticità, come da prassi consolidata, è stato l’artista stesso, che ha pubblicato sui propri canali social due immagini dell’intervento, rendendolo ufficialmente parte del suo corpus visivo e politico.
L’opera, già avvistata venerdì scorso sulla facciata del Centre Point, iconico grattacielo di Tottenham Court Road, si presenta come una composizione essenziale ma carica di tensione simbolica. In primo piano, un bambino disteso a terra, avvolto in un cappotto e in un cappellino invernale, il corpo raccolto in una posa che evoca vulnerabilità e abbandono. Accanto a lui, una figura più grande, immersa nell’ombra, allunga il braccio e punta l’indice verso l’alto, gesto ambiguo che oscilla tra ammonimento, indicazione e accusa silenziosa.
Il chiaroscuro netto, quasi teatrale, accentua la distanza tra le due presenze e amplifica il senso di esclusione che permea la scena. Come spesso accade nel lavoro di Banksy, l’immagine non offre soluzioni ma apre una ferita visiva: lo sguardo dello spettatore è costretto a interrogarsi sul destino di quel corpo a terra e sul significato di quel dito che indica qualcosa — o qualcuno — che resta fuori campo.
Il riferimento al tema dei senza fissa dimora è evidente e si inserisce in una linea di continuità con precedenti interventi dell’artista. Già nel 2019, a Brighton, Banksy aveva affrontato la questione con un’opera diventata iconica: un senzatetto raffigurato come se fosse trascinato dalle renne di Babbo Natale, immagine amara e feroce sulla retorica della solidarietà natalizia. Anche questa nuova apparizione sembra dialogare con il periodo dell’anno, richiamando l’attenzione sulla crisi abitativa nel Regno Unito proprio mentre la città si veste di luci e celebrazioni.
Non è un caso, inoltre, che il murale compaia in prossimità del Centre Point, edificio carico di memoria politica. Nel 1974, il grattacielo fu occupato da attivisti per denunciare l’emergenza abitativa e l’aumento dei senzatetto a Londra. Un precedente storico che Banksy sembra evocare consapevolmente, intrecciando passato e presente in una narrazione urbana che si rinnova attraverso il linguaggio della street art.
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