di Carlo Longo

È morto a 74 anni Giovanni Masotti, inviato e condirettore Rai. Dal Tg2 alle corrispondenze da Londra e Mosca, una carriera simbolo del giornalismo italiano

masottiSi è spento all’alba, all’età di 74 anni, Giovanni Masotti, inviato e condirettore della Rai e figura di riferimento dell’informazione televisiva italiana. Ricoverato in una clinica privata di Roma per una broncopolmonite, Masotti non è riuscito a superare le complicazioni della malattia. Con la sua scomparsa se ne va una delle voci più riconoscibili del servizio pubblico.

Gli inizi tra carta stampata e radio

Romano, Masotti aveva mosso i primi passi nel giornalismo nel 1974, iniziando come cronista al quotidiano Momento-sera. Da lì prende avvio un percorso professionale ricco e articolato, che lo porta a lavorare in diverse redazioni. Passa per Radio Monte Carlo e approda poi alla Nazione di Firenze, dove si occupa di politica locale e nazionale, fino a ricoprire il ruolo di capocronista. Anni di formazione intensa che ne definiscono lo stile sobrio e rigoroso.

L’approdo in Rai e l’affermazione televisiva

La svolta decisiva arriva alla fine degli anni Ottanta, quando entra in Rai nella sede di Firenze. Qui diventa uno dei volti del Tgr Toscana, conducendo le edizioni del pomeriggio e della sera, affiancando al lavoro regionale collaborazioni con telegiornali e radiogiornali nazionali. Nel 1990 il passaggio al Tg2 segna l’inizio di una lunga stagione parlamentare: Masotti segue da vicino la politica italiana e, tra il 1994 e il 1997, conduce l’edizione notturna delle 23.30.

Ruoli di vertice e programmi di approfondimento

Negli anni successivi viene nominato caporedattore del settore politico e, nel 2002, vicedirettore del Tg2 con base parlamentare. Parallelamente, la sua esperienza televisiva si arricchisce con la conduzione di programmi di approfondimento come Italia sì, Italia no e Punto e a capo, che contribuiscono a consolidarne il profilo di giornalista autorevole e attento al confronto.

Le grandi corrispondenze dall’estero

Una parte significativa della carriera di Masotti è legata all’informazione internazionale. Per la Rai è stato corrispondente da Londra e da Mosca, raccontando passaggi cruciali della politica e della società europea e russa. Un’esperienza che ne ha rafforzato lo sguardo internazionale e la capacità di leggere i grandi equilibri geopolitici.

L’ultimo progetto editoriale

Nel 2019 Masotti si trasferisce a Viterbo, dove dà vita alla testata giornalistica Lamiacittànews. Anche lontano dai riflettori nazionali, continua a dedicarsi all’informazione, puntando su un giornalismo di prossimità e mantenendo intatta la passione per il racconto dei fatti.

Un’eredità professionale riconosciuta

La scomparsa di Giovanni Masotti lascia un vuoto profondo nel giornalismo italiano. La sua carriera, attraversata da radio, carta stampata e televisione, resta un esempio di professionalità e dedizione al servizio pubblico, capace di coniugare rigore, equilibrio e attenzione ai cambiamenti del mondo.

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