di Carlo Longo
Gli Stati Uniti propongono nuovi colloqui tra Ucraina e Russia a Miami. Zelensky parla di formato trilaterale, mentre Kiev annuncia 90 miliardi di dollari e la guerra prosegue
Gli Stati Uniti valutano l’ipotesi di ospitare a Miami nuovi colloqui diretti tra Ucraina e Russia, assumendo un ruolo di mediazione centrale. A rendere pubblica la proposta è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha parlato apertamente di un formato negoziale a tre, composto da Ucraina, Stati Uniti e Russia. Secondo Zelensky, l’eventuale coinvolgimento dei Paesi europei non è affatto escluso e potrebbe risultare naturale dopo aver valutato gli esiti di precedenti incontri diplomatici già avvenuti. In questo scenario, Washington tornerebbe a essere il perno di un tentativo di riapertura del dialogo diretto tra le parti in conflitto.
Fondi e asset congelati: la strategia economica di Kiev
Parallelamente agli sviluppi diplomatici, Kiev rivendica un risultato rilevante sul piano finanziario. Nel corso di una conferenza stampa con il primo ministro portoghese Luís Montenegro, Zelensky ha annunciato che l’Ucraina ha ottenuto l’accesso a 90 miliardi di dollari per il biennio 2026-2027. Il piano complessivo prevede l’utilizzo di circa 210 miliardi di asset russi congelati. Il presidente ucraino ha chiarito che questi prestiti potranno essere restituiti senza interessi solo nel caso in cui la Russia si assuma l’onere delle riparazioni. Una scelta che, secondo Kiev, rappresenta non solo una vittoria economica, ma anche un successo geopolitico e politico, perché lega la ricostruzione del Paese alla responsabilità finanziaria di Mosca.
La guerra continua: colpiti obiettivi russi nel Mar Caspio
Sul fronte militare, il conflitto non mostra segnali di rallentamento. Nelle ultime ore, droni ucraini avrebbero colpito una nave da guerra russa e un impianto di estrazione petrolifera nel Mar Caspio gestito dalla compagnia Lukoil. Le fonti militari di Kiev parlano di un attacco contro la nave pattuglia “Okhotnik”, impegnata nella sorveglianza di un’area strategica vicino a infrastrutture energetiche. Nello stesso contesto sarebbe stata colpita anche una piattaforma di perforazione nel giacimento di Filanovsky, rafforzando l’impatto simbolico e strategico dell’operazione.
Negoziati in Florida tra Washington e Mosca
Intanto, in Florida sono in programma nuovi incontri tra negoziatori statunitensi e funzionari russi, con l’obiettivo dichiarato di esplorare possibili vie d’uscita dal conflitto. La delegazione di Mosca è guidata dall’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev, che incontrerà emissari americani in un contesto informale già utilizzato in precedenza. Secondo indiscrezioni, potrebbe partecipare anche il segretario di Stato Marco Rubio. I colloqui seguono riunioni recenti tra Stati Uniti, Ucraina ed esponenti europei, segnale di un’intensa attività diplomatica concentrata proprio negli Stati Uniti.
Il nodo del piano di pace e la posizione di Mosca
Nonostante alcuni progressi sulle garanzie di sicurezza per Kiev, restano forti le incertezze sull’atteggiamento russo. Fonti vicine al Cremlino escludono per ora un incontro diretto tra i negoziatori russi e quelli ucraini. I servizi di intelligence statunitensi continuano a segnalare che il presidente Vladimir Putin non avrebbe modificato i propri obiettivi strategici. Durante la sua ultima conferenza stampa annuale a Mosca, Putin ha ribadito condizioni già espresse in passato, tra cui la rinuncia di Kiev all’adesione alla NATO e il ritiro dalle regioni che la Russia rivendica come proprie. Elementi che rendono il percorso verso un accordo di pace ancora lungo e complesso.(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
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