di Emilia Morelli

Il governo modifica la manovra con un maxi-emendamento al Senato: novità su Tfr e previdenza, pensioni, imprese, assicurazioni e tempi più lunghi per l’approvazione

manovraA pochi giorni dal termine per la conversione in legge della manovra, il governo interviene con un maxi-emendamento depositato al Senato che modifica in modo significativo il testo approvato dal Consiglio dei ministri. Il documento, articolato in circa trenta pagine, rivede numerose misure chiave della Finanziaria, toccando previdenza, imprese e fisco, e costringe il Parlamento a ricalibrare il calendario dei lavori.

Tfr e previdenza complementare: scatta il silenzio-assenso

Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione del meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato. A partire dal primo luglio del prossimo anno, il trattamento di fine rapporto maturando confluirà automaticamente nei fondi pensione, salvo rinuncia esplicita del lavoratore entro sessanta giorni dall’assunzione. La misura non riguarda colf e badanti. Resta comunque la possibilità di scegliere un fondo diverso o di mantenere il Tfr secondo il regime ordinario, con facoltà di revoca della decisione anche in un secondo momento.

Pensioni, finestre più lunghe e stretta sul riscatto della laurea

Sul fronte previdenziale arriva una doppia revisione. La finestra mobile per l’accesso alla pensione anticipata viene progressivamente allungata negli anni successivi al 2031, con tempi di attesa crescenti fino a sei mesi dal 2035. Restano esclusi dalla stretta coloro che, a inizio 2026, risultano già titolari di prestazioni straordinarie erogate dai fondi di solidarietà.

Un secondo intervento riguarda il riscatto della laurea ai fini della pensione anticipata. Dal 2031, una parte dei contributi riscattati non concorrerà più al raggiungimento dei requisiti, con una riduzione che aumenta nel tempo fino a coinvolgere due anni e mezzo per chi maturerà i requisiti nel 2035.

Imprese, superammortamento esteso ma ridimensionato

Il governo accoglie in parte le richieste del mondo produttivo, prorogando fino al settembre 2028 il superammortamento per gli investimenti in beni strumentali. Tuttavia, il meccanismo viene semplificato: spariscono le aliquote più elevate legate agli investimenti green e l’agevolazione massima viene fissata al 180 per cento. Vengono inoltre esclusi dagli incentivi gli investimenti realizzati fuori dall’Unione europea. La misura resta concentrata su beni materiali e immateriali collegati alla transizione digitale e tecnologica.

Assicurazioni chiamate a finanziare la manovra

Per reperire le risorse necessarie a coprire le modifiche introdotte, l’esecutivo introduce un contributo straordinario a carico delle compagnie assicurative. Il prelievo, pari complessivamente a 1,3 miliardi di euro, sarà versato sotto forma di acconto annuale calcolato sui premi delle polizze di veicoli e natanti dell’anno precedente.

Nuova ritenuta per i pagamenti tra imprese

Tra le misure fiscali compare anche l’estensione della ritenuta d’acconto ai rapporti tra imprese. Dal 2029 sui pagamenti delle fatture elettroniche scatterà una trattenuta dell’1 per cento, al netto dell’Iva. L’obiettivo è ampliare la base applicativa del meccanismo, con l’esclusione dei soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale o ai regimi di adempimento collaborativo.

Risorse per casa, lavoro e opere pubbliche

La manovra rivista prevede nuovi stanziamenti per politiche abitative, occupazione e infrastrutture. Vengono destinati fondi aggiuntivi al Piano casa, al sostegno del lavoro e alla prosecuzione delle opere pubbliche, con risorse distribuite tra il 2026 e il 2027 e concentrate in particolare su edilizia pubblica, interventi speciali e gestione delle emergenze.

Incentivi alle imprese e Zes

Sono inoltre previste nuove risorse per rifinanziare il credito d’imposta Transizione 4.0 per gli investimenti effettuati entro il 2025. Sul fronte delle Zone economiche speciali, il governo mette sul tavolo uno stanziamento che potrà arrivare fino a oltre mezzo miliardo di euro, confermando l’attenzione verso le aree a maggiore bisogno di sviluppo.

Iter parlamentare rallentato

Le correzioni introdotte hanno inevitabilmente allungato i tempi di approvazione della manovra. L’esame in Senato slitta di una settimana rispetto al calendario iniziale, con il voto atteso a ridosso delle festività. Subito dopo scatterà la corsa finale alla Camera, dove il via libera definitivo è previsto tra Natale e la fine dell’anno, per rispettare la scadenza del 31 dicembre.

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