di Ennio Bassi
Tra le novità: fondi maggiorati per la ZES e Transizione 5.0, norme sulle riserve auree, un nuovo contributo bancario e il riutilizzo di risorse destinate al Ponte sullo Stretto
La manovra economica cambia volto a pochi giorni dalla sua approvazione definitiva. Il governo ha deciso di intervenire con un pacchetto di modifiche che vale complessivamente 3,5 miliardi di euro, complicando ulteriormente l’iter parlamentare della legge di Bilancio, che non è ancora entrato nel vivo.
Nel corso di un incontro con i capigruppo del Senato e i relatori della manovra, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato un emendamento del governo che rafforzerà la dotazione della Zona economica speciale (ZES) e del piano Transizione 5.0. Verrà inoltre introdotta la possibilità di rendere pluriennale l’iper-ammortamento per le imprese e saranno adeguati i fondi per fronteggiare l’aumento dei prezzi nei cantieri delle opere pubbliche.
Fondi dal Ponte sullo Stretto
Una parte delle coperture arriverà dalla riprogrammazione delle risorse stanziate per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, rallentata dai ritardi nell’avvio dei cantieri. Il Ministero delle Infrastrutture ha cercato di ridimensionare l’impatto politico della decisione, chiarendo che i fondi sono stati temporaneamente riallocati perché i lavori inizieranno nei prossimi mesi e non entro fine anno, come previsto inizialmente.
Riserve auree: il governo precisa
Tra le novità anche un emendamento molto discusso riguardante le riserve auree della Banca d’Italia. In risposta alle osservazioni della Banca Centrale Europea, il governo ha riformulato la norma per chiarire che le riserve valutarie gestite e detenute da Bankitalia «appartengono al Popolo Italiano», fermo restando il rispetto delle norme previste dal Trattato dell’Unione Europea.
Il nuovo contributo delle banche nel mirino della BCE
La manovra introduce anche un nuovo contributo straordinario a carico degli istituti bancari, che porterà nelle casse dello Stato 10,5 miliardi di euro nel triennio. La misura è il terzo prelievo consecutivo imposto al settore creditizio e ha sollevato le preoccupazioni della Banca Centrale Europea. In un parere formale, la BCE ha sottolineato come queste misure possano generare incertezza fiscale, ridurre la fiducia degli investitori e avere effetti negativi sul credito, aumentando i costi per famiglie e imprese. Bruxelles ha chiesto al governo un’analisi dettagliata sull’impatto economico di tali disposizioni.
ZES e Transizione 5.0: misure potenziate
Giorgetti ha spiegato che le richieste ricevute per la ZES e per il piano Transizione 5.0 hanno superato le aspettative iniziali, rendendo necessario un ampliamento delle risorse. Questa revisione, però, complica i tempi parlamentari: in Commissione Bilancio del Senato si voterà solo a partire da domani sera, con l’obiettivo di arrivare al via libera dell’Aula prima di Natale. L’esame alla Camera, invece, si concluderà poco prima della fine dell’anno.
Le opposizioni non risparmiano le critiche. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha attaccato la manovra: «Favorisce i più ricchi. Chiediamo che le risorse del Ponte vengano invece destinate ai cittadini siciliani e calabresi».
Altre misure inserite nel pacchetto
Il maxi-emendamento governativo prevede inoltre nuove risorse per diversi settori: 114 milioni per la sicurezza in vista delle Olimpiadi invernali; un nuovo Gratta e Vinci “Win for Italy” con ricavi destinati al CONI; 20 milioni per la previdenza complementare delle forze dell’ordine; 30 milioni al fondo per le vittime del lavoro; 5 milioni al Teatro alla Scala di Milano e 1 milione alla città di Matera.
L’accelerazione imposta dal governo per modificare la manovra rischia ora di far slittare ulteriormente l’iter di approvazione, già al limite per rispettare le scadenze di fine anno.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Manovra, il governo rivede i conti: nuovi interventi per 3,5 miliardi e tempi stretti per il Parlamento proviene da Associated Medias.

