di Martina Esposito
Dalle grandi opere alla cooperazione sociale: Faresin e CMC Ravenna raccontano decenni di lavoro nel Paese africano in occasione del viaggio in Italia del presidente Chapo
Il Mozambico è molto più di un mercato emergente per le imprese italiane del settore infrastrutturale. È un partner storico, un laboratorio di cooperazione, un territorio strategico dove lo sviluppo passa da cantieri concreti e relazioni umane durature. Lo confermano le voci di tre protagonisti di lunga data: Faresin Formwork e CMC Ravenna, due realtà che hanno costruito – in senso letterale – pagine importanti della presenza italiana nel Paese.
Nel contesto della Business Breakfast Mozambico–Italia, organizzata a Roma con la presenza del Presidente Chapo, le aziende hanno condiviso il loro impegno operativo e sociale in Mozambico, tracciando un ponte tra passato, presente e futuro, nel solco degli obiettivi del Piano Mattei.
Giacomo Dalla Fontana (Faresin Formwork): “Mozambico, un partner sia economico che umano”
“Siamo il primo produttore italiano di strutture per il cemento armato”, afferma Giacomo Dalla Fontana, rappresentante di Faresin Formwork. “Siamo presenti in Mozambico dal 2010 con un partenariato che non è solo commerciale, ma anche sociale”. Faresin fornisce soluzioni essenziali per il settore edile: “Lavoriamo con tutte le aziende – italiane o mozambicane – impegnate nella costruzione in cemento armato. Parliamo di banchine, porti, centrali energetiche, edifici pubblici e abitazioni. Le nostre attrezzature sono necessarie per qualsiasi infrastruttura moderna”.
Ma l’azienda non si limita all’attività industriale. Il fondatore, Guido Faresin, ricorda il profondo impegno solidale dell’impresa: “Otto anni fa, con la nostra fondazione, abbiamo donato 10 incubatrici neonatali, per un valore di 12-15 mila euro. Abbiamo costruito un pozzo per l’acqua alimentato da energia solare. E con padre Camillo Faresin, missionario da Margine, abbiamo attivato progetti sociali in diversi Paesi africani, con un’attenzione particolare al Mozambico”. “Il nostro lavoro qui – conclude – è fatto anche di cultura della solidarietà, non solo di produzione”.
Antonio Politano (CMC Ravenna): “Una storia lunga 43 anni: vogliamo continuare a costruire”
“Per noi il Mozambico è casa”, dichiara Antonio Politano, presidente di CMC Ravenna Spa. “Siamo presenti nel Paese dal 1982, con diverse società operative. Abbiamo partecipato ai maggiori progetti infrastrutturali degli ultimi 43 anni: dighe, elettricità, trasporti, acquedotti”. Una presenza stabile, storica, che Politano definisce “intimamente legata allo sviluppo del Paese”: “Il nostro percorso si è intrecciato con quello del Mozambico. Per questo oggi, con il nuovo programma annunciato dal Presidente Chapo, vogliamo rinnovare e rafforzare il nostro contributo”.
Gli asset strategici su cui CMC punta sono chiari: “Per noi contano le grandi opere pubbliche. La gestione dell’acqua, l’energia, le infrastrutture ferroviarie sono ambiti in cui abbiamo maturato competenze ed esperienze in tutto il mondo, e che sono cruciali anche per la modernizzazione del Mozambico”.
Il cemento dello sviluppo: aziende che crescono con il Paese
Le esperienze di Faresin e CMC Ravenna raccontano due storie parallele, accomunate da una relazione stabile con il Mozambico e da una visione di sviluppo che unisce industria e comunità. Se CMC lavora da decenni nella costruzione di infrastrutture strategiche, Faresin affianca alla fornitura tecnica un progetto umano, fondato sulla prossimità sociale. Entrambe le aziende rappresentano un modello di imprenditoria responsabile, capace di legare l’efficienza produttiva alla valorizzazione dei territori in cui opera.
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