di Emilia Morelli

Il governo segue la possibile vendita di Gedi al gruppo greco Antenna e chiede garanzie su occupazione, pluralismo e autonomia delle storiche testate giornalistiche

La trattativa che potrebbe portare alla vendita del gruppo editoriale Gedi al gruppo greco Antenna ha acceso l’attenzione delle istituzioni. Il sottosegretario alla gediPresidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini, ha posto l’accento sulla necessità che qualsiasi accordo includa clausole chiare a tutela dei lavoratori e dell’indipendenza editoriale delle testate coinvolte, considerate un pilastro del sistema informativo nazionale.

Una giornata simbolica per il confronto

Il dialogo tra governo e azienda si è svolto in un contesto particolarmente delicato, coincidente con lo sciopero proclamato dalle giornaliste e dai giornalisti di la Repubblica. Nella stessa giornata, a Palazzo Chigi, si sono tenuti incontri separati con il management di Gedi e con i rappresentanti della redazione, a seguito dello stato di agitazione dichiarato anche da La Stampa e delle richieste politiche di un chiarimento in Parlamento.

Trasparenza e assetti societari al centro del dibattito

Nel corso del confronto, Barachini ha chiesto aggiornamenti puntuali sull’andamento della trattativa in esclusiva annunciata dal gruppo editoriale controllato dalla holding Exor. Tra i temi evidenziati, la necessità di una totale trasparenza sull’assetto societario dell’operazione e sull’eventuale coinvolgimento di soggetti extraeuropei, ritenuti elementi rilevanti per la tutela del pluralismo informativo.

Il rapporto con le redazioni e il ruolo del governo

Nel dialogo con le rappresentanze sindacali, il sottosegretario ha ribadito che l’esecutivo segue da vicino l’evoluzione della vicenda. Ha inoltre confermato la disponibilità a riferire in Parlamento sugli aspetti di competenza governativa e la volontà di confrontarsi direttamente con eventuali nuovi acquirenti per ottenere impegni concreti su occupazione e autonomia delle redazioni.

Gedi conferma le proprie priorità

Dal lato aziendale, il presidente Paolo Ceretti e l’amministratore delegato Gabriele Comuzzo hanno assicurato collaborazione istituzionale e attenzione ai temi sollevati. Gedi ha ribadito che pluralismo, indipendenza giornalistica e salvaguardia dei posti di lavoro rappresentano elementi centrali del negoziato e che il confronto avviato con Antenna viene considerato coerente con questi obiettivi strategici.

Antenna e la strategia di espansione in Italia

Dalle prime dichiarazioni provenienti da ambienti vicini al gruppo greco emerge una visione di lungo periodo. L’Italia viene indicata come un mercato strategico per l’espansione di Antenna, con l’intenzione di sostenere le testate attraverso investimenti mirati al rafforzamento editoriale e allo sviluppo delle competenze, anche in chiave occupazionale.

I principi alla base dell’eventuale acquisizione

Secondo le indicazioni diffuse, l’operazione sarebbe guidata da alcuni capisaldi: tutela dell’indipendenza giornalistica, continuità delle linee editoriali, attenzione alla qualità dell’informazione e apertura ai mercati internazionali. Un’impostazione che, nelle intenzioni dichiarate, mira a coniugare crescita industriale e salvaguardia del pluralismo.

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