di Ennio Bassi
Nel bilancio di fine anno l’ad di Mfe elogia la presidente del Consiglio, ringrazia Tajani per la tenuta di Forza Italia e apre al rinnovamento del partito. Sul fronte televisivo difende le scelte editoriali, dal nuovo corso del Grande Fratello alla linea “più family friendly” delle reti, mentre guarda all’espansione internazionale: «La Francia sarebbe un sogno, ma oggi non vedo spiragli».
All’incontro di fine anno con la stampa, Pier Silvio Berlusconi mette in fila politica, televisione ed editoria con la sicurezza di chi guida un gruppo che si sta trasformando in polo europeo. E lo fa partendo dalla presidente del Consiglio: «Giorgia Meloni è apprezzata a livello internazionale, sta svolgendo un lavoro sacrosanto da primo ministro. Gli indicatori economici sono tutti positivi: è il miglior premier in Europa». Un giudizio che l’ad di Mfe aveva già espresso in passato e che ora ribadisce con forza.Sul piano politico, Berlusconi si sofferma anche su Forza Italia, definendola «uno dei lasciti più importanti» del padre. «Io e Marina siamo molto impegnati nel lavoro, ma proviamo una vera gratitudine per Antonio Tajani: ha tenuto saldo il partito in un momento difficile. Per guardare con fiducia al futuro, però, servono facce nuove, idee nuove, un programma capace di rinnovarsi».
Dai partiti ai palinsesti, il passo è breve. Berlusconi rivendica il nuovo corso editoriale delle reti Mfe, «più pulito, più family friendly», un’impostazione che — sottolinea — «ha funzionato e sta funzionando». Anche il Grande Fratello viene citato come esempio di questa svolta: «Il reality ha ritrovato un equilibrio diverso, più adatto alla linea editoriale che abbiamo scelto. I risultati ci stanno dando ragione».Inevitabile il passaggio sull’editoria, dopo le indiscrezioni su un possibile cambio di proprietà di Repubblica: «Il libero mercato è sovrano, certo. Ma dispiace vedere un prodotto italiano andare in mani straniere». Un giudizio accompagnato da un elogio a Rcs e a Urbano Cairo: «È un editore puro, l’unico rimasto in Italia. Corriere e Gazzetta hanno un’anima coerente con la loro storia».
L’ad entra poi nel cuore dell’operazione paneuropea costruita in questi anni: Italia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera. Su ProSieben, il gruppo tedesco di cui Mfe è azionista di riferimento, rassicura: «Faremo di tutto per mantenere l’occupazione: non c’è alcun piano di licenziamenti».E lo sguardo si allarga alla Francia, dove però lo scenario appare più complesso: «Ci sono realtà private molto consolidate, come Tf1 e M6. Entrare nel mercato francese sarebbe un sogno, ma al momento non vedo spiragli».
Tra ambizioni internazionali, un mercato dell’informazione in fermento e una tv che sta ridefinendo la propria identità, Pier Silvio Berlusconi chiude l’anno tracciando la rotta di un gruppo che continua a cambiare pelle, senza nascondere che il 2025 per Mfe sarà tutt’altro che un anno ordinario.
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