di Emilia Morelli
La nuova riforma del Testo Unico dell’edilizia introduce silenzio-assenso sulle sanatorie, commissari ad acta e una nuova classificazione degli interventi. Ecco tutte le novità previste dal Governo
La riforma del Testo Unico dell’edilizia, che approderà al Consiglio dei ministri del 4 dicembre, introduce cambiamenti significativi sulle procedure di sanatoria. Poiché la materia rientra nella competenza concorrente tra Stato e Regioni, il Governo punta a fissare termini perentori entro cui gli enti devono esprimere il loro parere.
Se le amministrazioni non risponderanno entro il limite stabilito, la richiesta si considererà automaticamente accolta grazie al meccanismo del silenzio-assenso. In questo modo si ridurranno tempi morti e ritardi che spesso bloccano i procedimenti.
Un commissario ad acta per i casi complessi
Nei procedimenti che coinvolgono più soggetti – in particolare quando si tratta di immobili sottoposti a vincoli storico-artistici – la riforma introduce la figura del commissario ad acta. Questo soggetto potrà sostituirsi agli enti che non rilasciano il proprio parere nei tempi previsti, accelerando così l’iter autorizzativo.
Un’ulteriore novità riguarda la possibilità, resa più semplice, di regolarizzare anche edifici costruiti prima del 1° settembre 1967.
Una nuova classificazione degli interventi edilizi
La riforma modifica profondamente anche il modo in cui vengono categorizzati gli interventi. Le attuali distinzioni tra manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia lasceranno spazio a una classificazione basata su natura, impatto e rilevanza dell’opera sul territorio.
A ogni intervento sarà associato un percorso autorizzativo specifico, che potrà prevedere CILA, SCIA o permesso di costruire, garantendo un sistema più chiaro e coerente.
I tempi della delega e il coordinamento normativo
La legge delega prevede un periodo di 12 mesi per permettere al Governo di redigere il nuovo Codice dell’edilizia. Il testo dovrà integrarsi con le norme previste dal disegno di legge sulla rigenerazione urbana attualmente in discussione in Parlamento, così da creare un quadro regolatorio più organico e moderno.
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