di Redazione

Conquistò la Coppa Davis nel 1976, impresa rimasta nella storia anche per il contesto politico della finale in Cile

Addio a Nicola Pietrangeli, primo italiano a vincere uno Slam, due volte trionfatore al Roland Garros e già numero tre del mondo, se n’è andato a 92 anni a Roma due mesi dopo il suo ultimo compleanno, segnato da una lunga malattia e dal dolore per la morte del figlio Giorgio.

Nato in Tunisia da madre russa, arrivò in Italia senza conoscere la lingua e divenne una delle icone assolute del nostro sport. Tennista di classe ineguagliabile, viaddio nse due titoli a Parigi (1959 e 1960), fu due volte campione agli Internazionali d’Italia e restò a lungo nella top ten mondiale. Rivendicò sempre con orgoglio quel terzo posto nel ranking “ufficioso” dell’epoca, lanciando una sfida ideale ai campioni di oggi.

Fu personaggio brillante , amante del golf, tifoso della Lazio, uomo mondano, protagonista di aneddoti e rivalità — celebre quella con Panatta — e capace di racconti irresistibili sui suoi incontri, sportivi e sentimentali.Da capitano conquistò la Coppa Davis nel 1976, impresa rimasta nella storia anche per il contesto politico della finale in Cile. Una vittoria celebrata pienamente solo molti anni dopo.

Figura amatissima, volto televisivo e memoria vivente del tennis italiano, aveva persino immaginato con ironia il proprio funerale “sul campo Pietrangeli”. Oggi resta l’immagine di un campione assoluto e di un personaggio unico, cui la comunità del tennis — pur guardando ai trionfi dei nuovi fuoriclasse come Sinner — continuerà a riservare un posto speciale nel cuore.

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