di Carlo Longo
Dopo la morte di Ornella Vanoni si apre il capitolo dell’eredità: patrimonio stimato, destino dei beni e volontà testamentarie. Tra generosità, perdite economiche e ultime richieste, ecco cosa potrebbe accadere
Ornella Vanoni ha incarnato il significato più autentico del concetto di dono: era prodiga di sé, disponibile con amici e colleghi, e pronta a utilizzare il proprio denaro non solo per mantenere uno stile di vita elegante, ma anche per aiutare chi le stava accanto.
Il patrimonio tra realtà e leggenda
Superato il momento del cordoglio, emerge inevitabilmente la questione economica legata alla sua eredità. Nel corso della carriera, Vanoni aveva costruito entrate importanti grazie ai concerti ben remunerati, alle composizioni musicali e ai diritti d’autore, in particolare dalla fine degli anni Settanta, quando iniziò a firmare le proprie canzoni. Il disco più noto tra quelli scritti da lei, “2301 parole”, premiato al Tenco nel 1981, continua ancora oggi a generare introiti.
Alle entrate si aggiungevano compensi consistenti per le apparizioni televisive, in particolare nelle trasmissioni di Fabio Fazio. Negli anni, qualcuno aveva ipotizzato guadagni complessivi superiori ai cento milioni di euro. Una cifra che la stessa cantante, allora ancora in vita, aveva smentito con ironia, spiegando di aver perso molto a causa di scelte sbagliate, truffe e solitudine.
Le stime più realistiche parlano di un patrimonio compreso tra i 10 e i 15 milioni di euro, cifra importante ma lontana dalle fantasie milionarie. Vanoni aveva affrontato sacrifici, come la vendita dello storico appartamento di largo Treves a Milano, oltre 300 metri quadrati con soffitti a cupola, dismesso per gli elevati costi di gestione. Nella sua ultima abitazione, in zona Sempione, conservava comunque opere di valore, tra cui una Sfera di Arnaldo Pomodoro ricevuta come compenso per il servizio fotografico per “Playboy” nel 1977.
Il mistero del testamento
La domanda più attesa riguarda ora la destinazione dell’eredità. Lo staff conferma l’esistenza di un testamento custodito presso uno studio legale milanese, affidato a un avvocato napoletano incaricato dopo la conclusione della collaborazione professionale con Annamaria Bernardini De Pace. Nonostante la separazione lavorativa, il rapporto personale era rimasto solido, tanto che la nota legale ha partecipato ai funerali della cantante.
Il contenuto delle ultime volontà rimane riservato. Vanoni parlava raramente di questi temi, nemmeno con gli amici più vicini. Tuttavia, il percorso più probabile sembra quello tradizionale: la trasmissione del patrimonio e dei futuri diritti d’autore al figlio Cristiano Ardenzi, con eventuali disposizioni a favore dei nipoti Camilla e Matteo.
Le ultime volontà simboliche
Un elemento più chiaro riguarda invece le indicazioni legate al testamento biologico. Vanoni aveva espresso il desiderio di essere cremata e di disperdere le sue ceneri nella Laguna di San Marco a Venezia, città alla quale era profondamente legata. Resta da capire se tale richiesta potrà essere realizzata nel rispetto della normativa vigente.
Un dettaglio che riflette ancora una volta l’indole anticonformista e libera della cantante, fedele al suo carattere anche nelle ultime scelte.
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