di Corinna Pindaro

La Corte di Cassazione francese respinge il ricorso di Nicolas Sarkozy sul caso Bygmalion, confermando la condanna per finanziamento illecito della campagna 2012. L’ex presidente resta libero sotto controllo giudiziario, mentre si avvicina il processo d’appello sul dossier libico

sarkozyA sole due settimane dalla sua uscita dal carcere, Nicolas Sarkozy subisce un nuovo colpo sul fronte legale. La Corte di Cassazione francese ha infatti respinto il ricorso presentato dall’ex presidente riguardo allo scandalo Bygmalion, legato al finanziamento irregolare della campagna elettorale del 2012.

La decisione conferma quanto stabilito in appello nel febbraio 2024: un anno di detenzione, con sei mesi da scontare tramite misure alternative come il braccialetto elettronico. Nonostante la conferma della condanna, Sarkozy non farà ritorno in prigione, poiché si trova già in libertà vigilata in seguito alla sentenza per tentata corruzione collegata ai rapporti con il regime libico.

Il sistema di fatturazioni parallele

L’indagine, che prende il nome dalla società incaricata dell’organizzazione dei comizi elettorali, aveva rivelato una gestione occulta dei costi della campagna. Per coprire uno sforamento di quasi 43 milioni di euro rispetto al limite di legge fissato a 22,5 milioni, fu costruito un meccanismo di doppia fatturazione che trasferiva gran parte delle spese sull’allora partito Ump.

Secondo la Cassazione, Sarkozy era consapevole che le uscite approvate avrebbero superato il tetto legale e diede comunque il proprio assenso ai collaboratori. Nella sentenza si sottolinea che il candidato autorizzò personalmente quelle spese, nonostante conoscesse le conseguenze.

La difesa valuta Strasburgo

Durante l’intero processo, l’ex leader della destra ha negato qualsiasi coinvolgimento penale, definendo le accuse “favole” e “menzogne”. I suoi avvocati, Patrice Spinosi ed Emmanuel Piwnica, hanno annunciato che il loro assistito prende atto della decisione della Cassazione ma stanno valutando la possibilità di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Un quadro giudiziario sempre più complesso

A 70 anni, Sarkozy ha già subito una condanna definitiva a un anno di detenzione da scontare tramite braccialetto elettronico per corruzione e traffico di influenze con un magistrato. Ha portato il dispositivo tra febbraio e maggio 2025, prima di ottenere una liberazione anticipata per ragioni anagrafiche.

La sua posizione legale potrebbe aggravarsi ulteriormente con l’appello sul dossier libico, previsto per la primavera. Lo scorso settembre, il tribunale correzionale di Parigi lo ha condannato a cinque anni per aver permesso ai suoi collaboratori di cercare finanziamenti occulti dal regime di Muammar Gheddafi per la campagna del 2007. A seguito della sentenza, Sarkozy ha trascorso tre settimane nel carcere della Santé, prima di ottenere la libertà sotto controllo giudiziario con obbligo di permanenza in Francia e divieto di contatto con altri indagati o testimoni.

Il diario dal carcere in arrivo nelle librerie

Parallelamente alle vicende giudiziarie, l’ex presidente si prepara a tornare sulla scena pubblica con la pubblicazione del suo diario carcerario, “Le Journal d’un prisonnier”. Il volume, che uscirà la prossima settimana, racconta dall’interno la sua esperienza di detenzione.

In un breve estratto diffuso per la promozione, Sarkozy descrive la vita dietro le sbarre come un’esperienza di isolamento e introspezione, affermando che la prigione «fortifica la vita interiore», nonostante il continuo rumore che caratterizza la struttura della Santé.

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